Cina: il 2010 apre con fiducia imprese ai massimi storici

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 04 gen - L'indice PMI di confidenza sull'economia cinese basato sulle valutazioni dei direttori acquisti elaborato dal gruppo bancario HSBC ha chiuso il 2009 con un livello record di 56,1 punti, il piu' alto degli ultimi 5 anni (da quando la rilevazione viene effettuata). Era di 55,7 punti a fine novembre. Il nuovo dato conferma quello dell'analogo indice ufficiale calcolato dall'Istituto di Statistica che aveva toccato il massimo degli ultimi 20 mesi. L'ultimo trimestre del 2009 ha visto un continuo recupero a un anno di distanza dal crollo registrato a fine 2008. Secondo Qu Hongbin, chief economist per la Cina di HSBC, si stanno registrando gli effetti della 'seconda fase' del piano di stimolo effettuato dal Governo di Pechino. La forte accelerazione impressa con gli investimenti in infrastrutture avrebbe avuto un effetti a catena dapprima sull'intero settore dei materiali e delle attrezzature edilizie e poi sul resto dell'economia. Sono aumentate la produzione e gli acquisti, sono diminuiti gli stock di prodotto finito mentre sono aumentate le scorte di materie prime e semilavorati in quanto le imprese prevedono imminenti aumenti su questo fronte. Una ripresa analoga si e' avuta sul fronte delle nuove commesse incluse quelle alimentate dalla domanda estera con aspettative record di crescita registrate presso le aziende intervistate. Una delle conseguenze - particolarmente attese - e' anche la previsione di un'accelerazione delle assunzioni di personale. Controversa invece la valutazione di un dato della rilevazione, e cioe' della crescita in atto dei prezzi all'ingrosso. Positivo sotto il profilo congiunturale, rischia pero' di tradursi in un segnale di pericolo inflattivo che obbligherebbe le Autorita' di Pechino a rivedere l'attuale impostazione espansiva della politica monetaria ed economica. L'interpretazione e' ancora aperta e infatti il Governo e le Autorita' Monetarie hanno ripetutamente ribadito negli ultimi mesi che manterranno un atteggiamento 'flessibile'. Unica certezza: non intendono rinunciare a fare crescere produzione, economia e soprattutto l'occupazione.