CINA GUARDA A ITALIA PER IL WELFARE, FIRMATI 2 ACCORDI A PECHINO

(AGI) - Pechino, 18 lug. - Dopo decenni di politica del "figliounico" anche la Cina invecchia e guarda all'Italia per un nuovomodello di Welfare. Nella riunione annuale del comitatogovernativo Italia-Cina, sono stati firmati a Pechino dueaccordi bilaterali concordati tra il ministro del Lavoro,Maurizio Sacconi, e i competenti dicasteri cinesi chedefiniscono una collaborazione da cui si apriranno importantispazi per le aziende italiane. Gli accordi riguardano salute esicurezza sui luoghi di lavoro, protezione sociale eprevidenziale, riqualificazione professionale e riabilitazione,regolamentazione dei flussi migratori per lavoro e tutela dellepersone disabili, anziani e non autosufficienti, nonche' laformazione degli operatori competenti. Le intese coinvolgeranno una serie di agenzie tecniche deidue Paesi. Sul fronte italiano, l'Inps, per previdenza eassistenza, Inail per salute e sicurezza dei luoghi di lavoro eriabilitazione protesica per infortunati, Adapta per gli ambitiinerenti il mercato del lavoro e Monferrate per gli aspetti delWelfare e di formazione. "La Cina ha trovato una sintonia conl'Italia sulla questione famiglia, persone e welfare per unatutela che non sia solo assistenziale ma di sviluppo: hatrovato un modello consono alla propria storia e vuoleispirarsi ad esso", ha spiegato il capo della segreteriatecnica del ministro Sacconi, Lorenzo Malagola. In sintesi i due governi hanno firmato un'intesa chedefinisce il quadro tecnico in cui potra' inserirsil'iniziativa delle aziende italiane: il Dragone ha un problemadi forte squilibrio demografico e della cura degli anziani,causato da anni di politica del "Figlio unico"; di quil'interesse cinese per le caratteristiche del nostro sistema diwelfare. "Vedono un modello che permette loro la sostenibilita'e che apre alle aziende italiane un mercato di qualche miliardodi euro", ha osservato Carlo D'Imporzano rappresentante aPechino di Monferrate, "con importanti ricadute per le aziendeitaliane, basti pensare che, solo per il 2011, la Cina creera'un milioni di nuovi posti letto per anziani e dovra' formaremiglia di operatori socio-sanitari-assistenziali". (AGI).