CINA: GIAPPONE COLLABORAZIONE SUI MATERIALI DA RICICLO

Hangzhou, 6 nov. - Il reimpiego di materiali di scarto comematerie prime e' un canale efficace per innalzare l'indice diutilizzazione delle risorse naturali: l'estrazione di metallodagli scarti e la produzione di carta riciclata ridurrannoenormemente la domanda di risorse naturali, l'inquinamentoambientale e l'emissione di gas serra. Lo affermal'Amministrazione generale cinese del controllo della qualita',dell'ispezione e della quarantena (acronimo inglese AQSIQ) checon il Ministero dell'ambiente giapponese ha tenuto ad Hangzhouun "Seminario sino-giapponese sul controllo, la quarantena e ilcommercio delle materie prime dei materiali di scarto". Laconferenza e' stata convocata dai governi di Cina e Giapponeper garantire e promuovere lo sviluppo stabile del commerciodelle materie prime dei materiali di scarto fra i due paesi. Ilcommercio dei materiali di scarto e' gia' diventato unacomponente importante degli scambi commerciali mondiali. WangXin - a capo del Dipartimento supervisione e controllodell'AQSIQ - spiega che il commercio di materiali di scarto traCina e Giappone va avanti da anni e mostra un trend di sviluppopositivo. Il volume degli scambi e' cresciuto rapidamente, eattualmente ha raggiunto un valore pari a circa 671 milioni dieuro. Inoltre la qualita' dei materiali migliora costantemente.Dal 2004, il tasso dei materiali importati in Cina dal Giapponeal di sotto degli standard di salvaguardia ambientale,diminuisce anno dopo anno; cresce nel frattempo il numero diimprese coinvolte. Il commercio di materiali tra i due paesi,inoltre, e' funzionale a entrambi: da un lato alleggerisce ilpeso dello smaltimento dei rifiuti del Giappone, dall'altroallarga i canali di provenienza della materie prime rinnovabiliper la Cina. I porti del Zhejiang, del Guangdong e di Shanghaisono i tre maggiori porti per l'importazione interna deimateriali di scarto. Da gennaio a ottobre di quest'anno, ilZhejiang ha importato piu' di 2 milioni di tonnellate dimateriali per un valore di circa 736 milioni di euro, di cuiquelli provenienti dal Giappone costituiscono il 60% totale. Ilpersonale del Dipartimento di supervisione e controllo haindividuato 3 lotti di materiali non adeguati agli standard,per un peso di 2211 tonnellate e un valore pari a piu' di286mila euro. Dal 2008, la quantita' dei materiali di scartoimportati ha continuato a crescere nonostante l'influenzanegativa della crisi economica mondiale, l'evidenterallentamento dell'economia cinese e la tendenza allacontrazione della domanda di materie prime e semilavorate. Apartire da quest'anno, si e' cercato di indagare nei porti ditutto il mondo le ragioni della non adeguatezza delle merciagli standard, da questa indagine emergono i seguenti problemi:la plastica non era stata frantumata e pulita efficacemente, laquantita' dei materiali misti era eccedente, il nome deiprodotti non corrispondeva e la radioattivita' era superiorealla norma. Per garantire che le materie importate in Cina noninfluenzino l'ambiente e non danneggino la salute deicittadini, negli ultimi anni il governo cinese ha formulato unaserie di leggi e regolamenti per regolare l'importazione dimateriali di scarto, ha pubblicato una lista di materie daimportare, una lista di prodotti pericolosi e una lista dimerci la cui importazione e' proibita. Ha inoltre introdottocriteri di controllo sull'ambiente e norme relativeall'ispezione dei materiali di scarto, ha implementato laregistrazione delle imprese di fornitura e ricezione dellemerci, ha effettuato test sui materiali di scarto prima deltrasporto, ha attuato il "sistema chiavi in mano" perl'importazione dei materiali, e ha efficacemente evitatol'importazione di materiali non conformi alle norme.