Cina: Foxconn insegue gli immigrati e va nell'Henan

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 30 giu - Dopo gli scioperi (e i 12 suicidi) nei suoi stabilimenti nel sud della Cina, il gruppo taiwanese Foxconn, uno dei maggiori 'contractor' mondali di sistemi e componenti informatici (quasi 62 miliardi di fatturato nel 2008) ha deciso di cambiare rotta e di espandesi in una delle Province interne della Cina, l'Henan. Sta finalizzando con le Autorita' locali l'acquisizione di un terreno di 133 ettari a Zhengzhou per una fabbrica che dovrebbe impiegare inizialmente 100mila dipendenti. Ma il numero dovrebbe triplicare negli anni successivi.
Il salario base promesso e' di 1.200 yuan (177 dollari) per un orario base di otto ore piene al giorno per 5 giorni. In realta', finora nelle fabbriche cinesi di Foxconn si lavorava fino a 14 ore al giorno se c'era necessita' di consegnare ai clienti. Ora Foxconn si impegnerebbe a limitare gli straordinari a un massimo di tre ore al giorno.
L'Henan, con oltre 100milioni di abitanti, e' una delle Province piu' popolose della Cina ma anche una costante fonte di emigrazione (22 milioni di persone secondo stime ufficiali) verso le Province costiere . Foxconn dichiara di occupare 800mila persone nei suoi stabilimenti Cina di cui 157mila sarebbero immigrati dall'Henan. L'ondata dei suicidi alla Foxconn (e i successivi scioperi) sono imputabili alla lunghezza degli orari di lavoro, alla velocita' stressante di avanzamento delle catene di montaggio, alla militarizzazione della disciplina di fabbrica. Finora Foxconn aveva risposto alle proteste con misure ridicole come la richiesta scritta ai dipendenti di non commettere suicidio.