CINA: DISPUTA PER AFFITTO DIETRO LA STRAGE NELL'ASILO

(AGI) - Pechino, 13 mag. - Un disputa su un affitto ha armatola mano del killer che mercoledi' e' entrato in un asilo di unvillaggio cinese e ha ucciso sette bambini e due donne. Secondoquanto riportato dai media cinesi, i locali in cui si trovavala scuola sono di proprieta' di Wu Huanming, il quale gia' daaprile aveva fatto pressioni perche' fossero lasciati liberiprima della scadenza del contratto. All'indomani dellatragedia, 11 bambini sono ancora ricoverati in ospedale e glialtri 20 resteranno a casa dove riceveranno un'istruzioneprivata. La macchina investigativa si e' messa subito in moto esono molte le autorita' locali e i residenti che stannocollaborando al caso. Un caso che genera inquietudine sia pervia dell'eta' delle vittime sia per la frequenza: sono sei lestragi avvenute nelle scuole o negli asili dall'inizio dimarzo. E da Pechino il ministro della pubblica sicurezza edell'educazione Meng Jianzhu corre ai ripari convocando inteleconferenza i capi dei singoli dipartimenti locali eordinando loro di incrementare i controlli nelle scuole. Sonogia' duemila i poliziotti armati che sono stati inviati aPechino per presidiare gli edifici scolastici. Ma la Cina e' sotto shock e, al di la' delle misure disicurezza, sono in molti a chiedersi se tra i vari casi ci siaun filo conduttore o un motivo scatenante che produce questofenomeno sociale. Questo l'identikit delineato dagli esperti:si tratta perlopiu' di individui psicopatici paranoici, con uneta' media di 30 - 35 anni e con problemi lavorativi,sentimentali o economici. E spesso sono persone che terminanola 'missione' con un suicidio o che, al momento dell'arresto,non oppongono resistenza. Intanto i cinesi iniziano achiedersi se il fenomeno sia in parte dovuto anche ai ritmi dicrescita dell'economia che allarga il gap tra i ricchi e i menoabbienti e che spesso crea nuove sacche di poverta'. "Si trattadi un problema serio perche' spesso gli assassini sono personeche non riescono a trovare delle opportunita' in una societa'cosi' organizzata" spiega Yu Jianrong, membro dell'Accademiacinese delle scienze sociali. (AGI)Red/Uba