Cina: c'e' spazio per rialzo tassi contro l'inflazione (Banca Mondiale)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 13 gen - Il governo cinese ha grandi margini di manovra per alzare i tassi di interesse per combattere l'inflazione. Lo ha detto oggi il capo economista per la Cina della Banca Mondiale, Ardo Hansson. "Ci sono un sacco di spazi per continuare l'innalzamento dei tassi", ha detto Hansson durante una conferenza stampa in concomitanza con la pubblicazione di una relazione della Banca Mondiale sulle prospettive economiche mondiali. I vantaggi dei rialzi dei tassi, che potrebbe contribuire a combattere il surriscaldamento del mercato immobiliare, vincono, secondo questo esperto, sul rischio di attrarre piu' capitale speculativo in cerca di buoni investimenti. Un'altra linea di intervento e' quella di una rivalutazione piu' consistente in quanto una moneta piu' forte aiuterebbe anche la seconda piu' grande economia del mondo ad arginare i prezzi dei prodotti alimentari e dei beni, riducendo il costo del petrolio importato, del minerale di ferro, del grano e di altri prodotti.
Dopo la flessione di 200 punti base in risposta alla crisi finanziaria, la banca centrale cinese ha alzato due volte di 50 punti il tasso base nel quarto trimestre 2010. Secondo Hansson, la Cina potrebbe procedere a "piu' rialzi" del tasso quest'anno. Ma ha aggiunto che Pechino dovra' stare attenta a non "reagire in modo eccessivo" per evitare il rallentamento della crescita. Per combattere l'inflazione, che ha raggiunto il 5,1% nel mese di novembre, il livello piu' alto dalla crisi finanziaria, il governo cinese ha anche ripetutamente alzato le riserva obbligatoria delle banche, limitando il volume di nuovi prestiti che possono gonfiare la massa monetaria e alimentare gli aumenti dei prezzi.
Pechino sottolinea inoltre come la politica monetaria ultra-accomodante degli Stati Uniti determina un flusso di liquidita' e crea inflazione nei paesi emergenti, Cina inclusa. Sebbene che i flussi di capitale verso l'Asia orientale siano aumentati del 52% nel 2010, non sono la causa del problema inflazione in Cina, ha tuttavia stimato Vikram Nehru, capo economista della Banca Mondiale, in teleconferenza da Washington.
"Le misure di stimolo fiscale e monetario sono all'origine del rialzo dei prezzi in Cina , esacerbati dai problemi di approvvigionamento sul fronte alimentare", ha detto Nehru.