Cina: al tavolo verde la "pataca" batte il dollaro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 03 gen - Piu' di centottantotto miliardi di "patacas", cioe' ventitre' miliardi di dollari: sono gli incassi nel 2010 dell'industria del gioco d'azzardo in Macao.
"Pataca" e' il nome della valuta locale.
Macao, ex colonia portoghese e ora Territorio ad amministrazione speciale della Repubblica Poipolare cinese con 31 casino', 4.312 tavoli da gioco e 12.835 slot machines ha ormai superato di quattro volte i numeri di Las Vegas che invece appare sprofondata in un crisi, per ora, senza via d'uscita:centinaia di licenziamenti al Plaza Casino, difficolta' finanziarie per i costruttori dei nuovi Cosmopolitan e City Center, costati miliardi di dollari, fatturato in calo da tre anni dopo un illusorio accenno di ripresa nel primo trimestre 2010. Macao invece ha quadruplicato gli incassi negli ultimi cinque anni grazie a un'esclusiva che probabilmente non riuscira' a mantenere per molto tempo: e' ancora l'unica localita' in Cina dove i casino' sono legalmente ammessi. In dicembre ha raggiunto un record storico: le "patacas" incassate dai croupier sono state pari a 18,88 miliardi, cioe' circa 2,35 miliardi di dollari.
Per anni il re del gioco d'azzardo a Macao e' stato un ex contrabbandiere, Stanley Ho, che fino al duemila aveva il monopolio delle sale da gioco. Tuttora non se la cava male con un patrimonio di oltre 8 miliardi di dollari e otto case da gioco. Ma e' stato affiancato negli ultimi anni da altri licenziatari straneri. Tra questi anche gli statunitensi Las Vegas Sands e Wynn Resort. Il primo con 754 tavoli da gioco e 1254 slot machines.
Il secondo con un casino di oltre 9.300 mila metri quadrati, un albergo di 600 stanze e un megacentro commerciale che ospita boputiques di Armani, Prada, Bulgari e Fendi.