Cina addio: le big pronte a fare cassa

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Prosegue la ritirata degli istituti finanziari stranieri dalle banche cinesi. Dopo il disimpegno della settimana scorsa di Allianz e American Express da Industrial & Commercial Bank of China, la prossima ad abbandonare la scommessa oltre la Grande Muraglia dovrebbe essere Bank of America.
Messa sotto pressione dal Tesoro americano, che le chiede di aumentare in tempi rapidi le proprie consistenze patrimoniali, Bank of America sarebbe pronta a vendere alla Borsa di Hong Kong poco meno del 6% di China Construction Bank (Ccb), e a mettersi in tasca oltre 8 miliardi di dollari. Oggi, infatti, scade il periodo di lockup su 13,5 miliardi di azioni di Ccb che il gruppo statunitense aveva sottoscritto durante la ricca Offerta pubblica di vendita, lanciata dall'istituto cinese nel 2005.
Da allora, gli equilibri della finanza mondiale sono cambiati. Radicalmente. La Cina resta un mercato strategico per tutti i colossi mondiali del credito. Ma la necessità di rimpolpare i patrimoni domestici, messi a dura prova dalla grande crisi, impongono alle banche del vecchio mondo di fare cassa. Così, la cessione delle partecipazioni nelle banche cinesi, dopo che queste ultime hanno fruttato cospicue plusvalenze rispetto ai valori di collocamento, è un passo quasi obbligato.
Ecco perché, sebbene Bank of America non avesse ancora annunciato la propria decisione sul destino del 6% di Ccb, ieri sul mercato tutti gli operatori davano l'operazione come già conclusa. In questo modo, l'istituto statunitense alleggerirebbe ulteriormente la propria partecipazione in China Construction Bank. Lo scorso gennaio, infatti, Bank of America aveva già venduto sul mercato una prima tranche di azioni del gigante creditizio cinese (è il secondo del mondo per capitalizzazione di Borsa). Così facendo, aveva ridotto la propria quota in Ccb dal 19,2 all'attuale 16,7 per cento, incassando 2,8 miliardi di dollari.
Dopo la cessione del 6%, che dovrebbe essere ufficializzata oggi (la vendita sul mercato dovrebbe essere diluita nel tempo per evitare di appesantire il valore del titolo), la partecipazione complessiva di Bank of America in Ccb scenderà quindi intorno all'11 per cento. Il periodo di lockup di questa quota residua scadrà nell'agosto 2001. Come si comporterà allora la banca statunitense?, si chiedono i cinesi che, dopo essere stati a lungo corteggiati dagli istituti finanziari occidentali bramosi di mettere un piede oltre la Grande Muraglia, oggi si ritrovano spiazzati di fronte alla maxi-liquidazione delle partecipazioni nelle banche del Dragone.
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07/05/2009