CINA A +9.6% NEL 2010, SOLLEVARE CONSUMI

Pechino, 29 set.- L'economia cinese continuerà a crescere a ritmi elevati anche quest'anno e il prossimo: è quanto sostiene l'Asian Development Bank nel suo ultimo rapporto, presentato ieri. Secondo la nuova edizione del rapporto Asian Development Bank, Pechino riuscirà a chiudere il 2010 con una crescita del 9.6%, mentre il 2011 dovrebbe concludersi con un risultato di poco inferiore, pari ad un +9.1%. "Gli investimenti e i consumi interni continuano a sostenere la crescita - ha dichiarato Paul Heyer, responsabile ADB per la Cina - mentre il contributo delle esportazioni nette ha conseguito un risultato positivo per la prima volta dallo scoppio della recessione globale". Sull'onda di queste previsioni gli analisti ADB si aspettano anche un rallentamento dell'inflazione, che dovrebbe scendere a quota 3.2% rispetto al 3.6% ipotizzato ad aprile, e comunque sempre al di qua degli obiettivi del governo cinese, che punta a un contenimento entro il 3% per la fine dell'anno.


Asian Development Bank, tuttavia, continua a consigliare alla Cina nuove manovre sul fronte delle politiche fiscali e ulteriori misure per sollevare i consumi interni e rendere così la crescita maggiormente sostenibile: "Le politiche fiscali possono giocare un ruolo importante nel promuovere un modello economico maggiormente orientato ai consumi e nell'accrescere il ruolo dell'industria dei servizi" ha detto Lee Jong-wha, capo economista di ADB;  in particolare, Pechino dovrebbe puntare a un miglioramento della previdenza sociale, dell'edilizia popolare e del trasferimento delle imposte dal governo centrale alle province. "Un fallimento nello spostamento verso un modello economico maggiormente basato sui consumi, e non solo orientato all'export, rischia di compromettere le prossime generazioni, anche a causa del rapido invecchiamento della popolazione cinese" ha detto ancora Heyter, sottolineando uno dei peggiori timori che attraversa la leadership cinese: la Banca Mondiale, ad esempio, prevede che la crescita annua cinese calerà a quota 7.7% nel 2015 e al 6.7% nel 2020.


"Il 2015 segnerà la fine del dividendo che la Cina ha detenuto in questi anni per ragioni demografiche" si legge in un recente editoriale del quotidiano ufficiale Global Times: le proiezioni mostrano infatti che tra cinque anni il Dragone conterà più di 200 milioni di cittadini oltre i 60 anni, e i lavoratori che raggiungeranno l'età pensionabile per quella data schizzeranno alla quota di 10 milioni all'anno, una cifra finora senza precedenti. Sul fronte delle proiezioni più ravvicinate, ADB prevede una crescita del 9% per il terzo trimestre di quest'anno, che rallenterà fino all'8% nel quarto trimestre a causa dei risultati inferiori conseguiti nello stesso periodo del 2009, del calo della domanda dall'estero e dalla scadenza degli incentivi fiscali. La Asian Development Bank, infine, ritiene che il pacchetto di stimoli economici da 4mila miliardi di yuan varato nel novembre 2008 all'emergere della crisi globale verrà dislocato completamente entro la fine dell'anno, senza l'aggiunta di ulteriori misure: "Ci aspettiamo che gli stimoli fiscali si chiudano entro fine 2010 e che le misure monetarie per frenare la corsa al credito riescano a soddisfare gli obiettivi fissati dal governo, riducendo il bisogno di ulteriori manovre restrittive" ha concluso Heyter.

 

 

di Antonio Talia

 

Foto di Matteo Miavaldi

 

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