CICC PREVEDE AUMENTO DISOCCUPAZIONE NEL 2011

Pechino, 18 giu.- Nel 2011 la Cina potrebbe assistere a un elevato aumento della disoccupazione: lo sostiene uno studio appena pubblicato da China International Capital Corp, banca d'investimenti con base a Pechino. Ha Jiming e Xing Ziqiang, i due economisti autori del dossier, sottolineano che l'anno prossimo si concluderanno i rapporti di lavoro temporaneo collegati al pacchetto di stimoli all'economia da 4mila miliardi di yuan lanciato dal governo nel novembre 2008; secondo le stime della Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo, le misure straordinarie varate per contrastare la crisi globale hanno creato 5.6 milioni di nuovi posti di lavoro a lungo termine e quasi 50 milioni di posizioni lavorative temporanee, legate soprattutto agli immensi progetti di nuove infrastrutture che costituivano la parte più rilevante delle disposizioni anti-crisi. I due ricercatori sostengono inoltre che i recenti scioperi e la diffusione in tutto il paese di aumenti salariali nel settore manifatturiero potrebbero dissuadere i datori di lavoro dalle nuove assunzioni. Secondo il rapporto targato CICC, nel 2011 l'offerta di  nuova forza lavoro potrebbe aumentare di ben 39 milioni di unità, di cui 7.58 milioni saranno rappresentate da neolaureati, 6-7 milioni da immigrati dalle regioni rurali, e 25 milioni da lavoratori temporanei che hanno perduto la precedente occupazione in seguito alla conclusione delle politiche governative di stimolo all'economia. Se l'anno prossimo la crescita economica cinese dovesse malauguratamente attestarsi al +7.5%, i nuovi posti di lavoro sarebbero "solamente" 8 milioni, uno scenario che lascia disoccupati ben 31 milioni di cinesi. La situazione prevista per l'anno prossimo da China International Capital Corp contrasta con quella dipinta per il presente e per i prossimi mesi da un dossier Manpower pubblicato la scorsa settimana: secondo il colosso mondiale del lavoro interinale, che ha svolto un'indagine su un campione di 3607 aziende cinesi, più del 30% dei datori di lavoro si prepara ad assumere nuovo personale nel prossimo trimestre, il miglior risultato degli ultimi sei anni che rende la Cina il terzo mercato lavorativo più promettente al mondo dopo India e Brasile; nel Delta del Fiume delle Perle, tuttavia, si continua a registrare una cronica mancanza di manodopera, che analisti e osservatori attribuiscono anche alle maggiori aspettative della nuova generazione di lavoratori e alle scarse condizioni delle fabbriche, all'origine della recente catena di scioperi. Lo scenario ipotizzato dalla CICC, tuttavia, è uno dei peggiori possibili: secondo le ultime previsioni del Fondo Monetario Internazionale, il Dragone chiuderà il prossimo anno con una crescita del 9.9% anziché del 9.7% come ipotizzato precedentemente.

 

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