CHIUSI COLLOQUI CINA- USA

CHIUSI COLLOQUI CINA- USA
Pechino, 25 mag.- "Negli ultimi mesi le relazioni tra i due paesi hanno sicuramente attraversato dei momenti difficili – ha detto oggi il Segretario di Stato Hillary Clinton al termine del Dialogo Strategico ed Economico Cina- Stati Uniti -ma ritengo che i colloqui di questi giorni siano serviti ad alzare enormemente il livello di comprensione". Dal gennaio scorso l'Aquila e il Dragone si sono confrontati ruvidamente su diverse questioni, dall'incontro tra Barack Obama e il Dalai Lama al rinnovo della fornitura di attrezzature militari all'isola di Taiwan, dal caso Google alla polemica sull'apprezzamento dello yuan; ma con il vertice che si è chiuso oggi a Pechino le due potenze sembrano confermare una risposta comune ad alcune questioni globali. La Corea del Nord, prima di tutto, che dopo l'affondamento della nave militare sudcoreana Cheosan del 26 marzo scorso – costato la vita a 46 persone- è di nuovo una priorità dell'agenda di entrambe le nazioni: "La Cina comprende la gravità della situazione- ha detto Clinton- e tanto il presidente Hu Jintao che il premier Wen Jiabao hanno espresso il loro cordoglio per la perdita di vite umane seguita all'attacco. Saremo in Corea del Sud a partire da domani, e riferiremo alla Cina sui colloqui con il presidente Lee Myung Bak; venerdì prossimo, anche Wen Jiabao sarà a Seul. Ci aspettiamo di lavorare insieme alla Cina per rispondere alle provocazioni di Pyongyang e promuovere la stabilità nella regione, perché Pechino condivide con noi l'interesse alla stabilità nella regione e l'obiettivo di una penisola coreana finalmente denuclearizzata". Sostanziale accordo anche sull'altro fronte caldo, quello iraniano: "La lettera che l'Iran ha indirizzato all'AIEA in merito ai recenti accordi con Turchia e Brasile è piena di lacune,- ha detto Clinton-  e Teheran non riconosce le profonde preoccupazioni che il mondo nutre verso il suo programma nucleare. Siamo contenti della cooperazione che percepiamo dalla Cina: ci stiamo ancora muovendo su un doppio binario, ma oltre ai 'Cinque più uno' (Usa, Cina,Gran Bretagna, Francia e Russia più Germania), adesso è il Consiglio di Sicurezza ONU nella sua interezza a muoversi per aumentare la pressione internazionale e ottenere dall'Iran risultati reali". L'impressione è che Teheran sia effettivamente più isolata: "Sono stati raggiunti degli importanti accordi energetici con la Cina- ha detto ancora Clinton-  pensate a quanto potrebbe essere importante per Pechino riuscire ad attingere a tutte le sue riserve di gas naturale, sprigionare le sue stesse potenzialità senza dipendere da una nazione problematica come l'Iran". Ma il paso- doble tra Washington e Pechino è ben lontano dalla coordinazione perfetta, e il Dragone non ha accettato alcun vincolo sull'apprezzamento della sua valuta; a una domanda sulla questione della rivalutazione dello yuan, che da tempo gli Stati Uniti agitano nei confronti della Cina, il segretario del Tesoro Timothy Geithner ha risposto con estrema cautela: "Il momento giusto arriverà – ha detto Geithner-, per ora esprimiamo il nostro apprezzamento sui passi avanti compiuti dalla Cina e ci congratuliamo per le riforme che mirano ad un aumento dei consumi interni. Chiediamo inoltre alla Cina un'apertura ancora maggiore alle imprese americane". Usa e Cina, inoltre, hanno discusso della crisi europea: "Pensiamo che la questione vada risolta attraverso il Fondo Monetario Internazionale- ha detto Geithner- e che l'Europa abbia davanti a sé sfide importanti. Ma abbiamo anche fatto presente ai partner cinesi che l'Europa ha la capacità per gestire questa crisi". E pazienza se alcuni giornalisti cinesi incalzano il Segretario del Tesoro, ricordandogli che la Cina resta il primo creditore degli USA: "Guardate quanto velocemente ci siamo mossi allo scoppio della crisi- ha concluso Geithner- nel momento in cui tutto il mondo era preoccupato, siamo riusciti a garantire liquidità e sicurezza".