CHI RITIRERÀ IL NOBEL DI LIU?

CHI RITIRERÀ  IL NOBEL DI LIU?

Pechino, 26 ott. - Con Liu Xiaobo in prigione dallo scorso dicembre e sua moglie, Liu Xia, costretta agli arresti domiciliari preventivi subito dopo la notizia dell'assegnazione del Nobel al marito – dissidente numero uno in Cina in questo momento (in questo articolo)– ci si chiede chi volerà ad Oslo il prossimo 10 dicembre per ritirare il prestigioso premio per la pace. Da indiscrezioni filtrate dall'Information Centre for Human Rights and Democray (CHRD) di Hong Kong, sembra che i due fratelli del Nobel per la pace 2010, Liu Xiaoguang e Liu Xiaoxuan, si siano proposti per sostituire Xiaobo il giorno della consegna del riconoscimento. Secondo quanto riferito dal CHRD i fratelli Liu, che hanno indirizzato ai leader del G20 una lettera affinché in occasione del vertice di Seul chiedano a Hu Jintao di permettere a Liu Xia di ritirare il premio del marito, hanno già tentato vanamente di mettersi in contatto con Liu Xiaobo al fine di decidere chi dei due dovesse concretamente recarsi nella capitale norvegese, ma le autorità cinesi hanno negato loro il diritto di visita nonostante le regole carcerarie prevedano per i parenti più stretti almeno un incontro mensile.

 

Intanto Liu Xia, che aveva rivelato ai giornali di essere fiduciosa sul rilascio del marito qualora fosse stato insignito del prestigioso riconoscimento, ormai consapevole dell'impossibilità di liberare quello che per il governo cinese è un pericoloso "criminale", ha reso nota una lettera aperta in cui invita 100 fra dissidenti, avvocati e professori cinesi a volare ad Oslo per ritirare il Nobel in vece del marito, un gesto simbolico di grande importanza, avendo Liu dedicato il premio – secondo alcune indiscrezioni trapelate dal carcere – alle vittime della repressione di piazza Tian'anmen del 1989. Molti nomi noti comparirebbero nella lista, fra questi Bao Tong, l'ex funzionario governativo e sostenitore di Zhao Ziyang ormai dal 1989 ai domiciliari, e poi ancora Shang Baojun, avvocato difensore di Liu nel processo che lo ha condannato a 11 anni di reclusione, Zhang Zuhua, co-redattore della Charta 08, il blogger tibetano Woeser, Cui Weiping, professore presso la Beijing Film Academy e molti altri.

 

Un gesto simbolico che avvicinerebbe Liu ai suoi amici, a coloro al fianco dei quali ha lavorato e lottato fin dai tempi della militanza a Tian'anmen per una Cina più libera e più democratica, ma allo stesso tempo un gesto che rischia di rimanere solo simbolico a causa di coloro che si sono ben guardati dal sottoscrivere l'impegno (come l'avvocato Li Fangping), e coloro che invece sono scomparsi nel nulla come l'attivista Feng Zhanghu (ultimo avvistamento lunedì 11 ottobre), oppure sono stati vittime di arresti preventivi dopo l'annuncio dell'assegnazione del premio.

 


di Veronica Scarozza

 

 

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