CHEN DEMING: "PREOCCUPATI PER DEBITO USA E UE"

Pechino, 12 ago.- La Cina torna a spronare USA e Ue ad adottare misure adeguate per contenere la crisi del debito. Il palcoscenico, stavolta, è quello di Manado, in Indonesia, dove si sta tenendo un summit dei ministri del Commercio dei paesi del sudest asiatico.
"Chiediamo ai governi di Stati Uniti ed Unione europea, che sono i due principali partner commerciali della Cina, di agire responsabilmente e di mantenere in ordine i loro conti" ha detto oggi il ministro cinese del Commercio Chen Deming nel corso del suo intervento.
"Sosteniamo le misure varate finora da questi paesi, ma speriamo anche che adottino provvedimenti per controllare il loro debito sovrano e che si facciano carico di maggiori responsabilità" ha proseguito Chen. Il ministro del Commercio di Pechino, inoltre, si è detto "preoccupato per le nuove sfide che le nazioni europee dovranno affrontare in agosto e in settembre", ma non ha approfondito la questione.
La nuova tirata d'orecchie della Cina, stavolta per bocca di Chen Deming, segue le aspre critiche alla situazione dei debiti pubblici occidentali pronunciate nei giorni scorsi tanto dai media ufficiali che dalle autorità di governo: "Le nazioni dovrebbero tagliare i loro deficit fiscali e risolvere i loro problemi di debito per mantenere la fiducia degli investitori e garantire la calma sui mercati. La Cina invita le nazioni a coordinare e a introdurre politiche monetarie e fiscali responsabili per garantire la sicurezza degli investimenti" si leggeva in un comunicato diffuso mercoledì dopo una riunione del Consiglio di Stato – organismo ai vertici del governo di Pechino - presieduta dal primo ministro Wen Jiabao (questo articolo).
Ma dopo il declassamento del debito sovrano USA ad opera dell'agenzia di rating Standard & Poor's, sono stati soprattutto i media cinesi a scatenarsi sulla protezione di quello che viene percepito come un interesse primario della nazione: "La gente nutre dubbi crescenti sulle capacità di decisione delle nazioni occidentali- si leggeva in un commento pubblicato lunedì sul Quotidiano del Popolo - e ciò sta seriamente danneggiando la fiducia degli investitori nella ripresa globale e aumentando le turbolenze sui mercati. Ciò che è stato spinto fino all'orlo del precipizio non è l'economia globalema la politica di Washington.
Solo se le nazioni occidentali la smetteranno di sottrarsi arbitrariamente alle loro responsabilità e accetteranno di impiegare la lama della determinazione e del coraggio per tagliare i legacci che le imprigionano, rafforzando la coordinazione politica con le nazioni emergenti, l'economia globale può sperare di intraprendere il cammino di una ripresa stabile". Il commento era firmato "Zhong Sheng" o "Voce della Cina", uno pseudonimo che riflette spesso le opinioni di personaggi politici di alto livello.
Anche l'agenzia di stampa di Stato Xinhua aveva diffuso un comunicato durissimo, subito dopo la notizia del declassamento: "La Cina, il più grande creditore dell'unica superpotenza al mondo, adesso ha tutto il diritto di richiedere agli Stati Uniti di affrontare i problemi strutturali del debito e garantire la sicurezza degli asset in dollari detenuti dalla Cina- si leggeva nel commento- e, per curare la loro dipendenza dai debiti, gli Stati Uniti devono ristabilire quel principio di buon senso, secondo il quale non è possibile vivere al di sopra dei propri mezzi". Viste le previsioni negative, inoltre, la Xinhua aveva anche fornito consigli agli USA, invitandoli a tagliare "le gigantesche spese militari e i costi salati del welfare", per evitare "tagli nel giudizio di affidabilità ancora più devastanti".
Si calcola che circa i due terzi delle immense riserve in valuta estera accumulate dalla Cina – complessivamente pari a circa 3.200 miliardi di dollari - siano stati impiegati in investimenti denominati in valuta americana, rendendo così Pechino il principale creditore di Washington e, nello stesso tempo, una delle nazioni maggiormente vulnerabili alle temperie che scuotono il debito pubblico Made in USA. Ma, nello stesso tempo, Pechino ha anche investito massicciamente in debito pubblico europeo, agli occhi dei cinesi resi sempre meno sicuri dalla crisi dei paesi dell'area mediterranea.
E mentre media e politica continuano a chiedere spiegazioni all'Occidente, sul web anche i cittadini cinesi mostrano tutta la loro inquietudine, senza perdere occasione per ironizzare sulla situazione degli americani: "Credo che tutte le nazioni danneggiate dalla crisi del debito pubblico statunitense dovrebbero noleggiare per un mese tutti gli enormi tabelloni pubblicitari di Times Square e proiettare 24 ore su 24 il messaggio 'RIPAGATE IL VOSTRO DEBITO'- scrive su Weibo, il twitter cinese, un anonimo netizen-, sono sicuro che sarà più costoso delle perdite che si stanno registrando sui mercati in questi giorni".
di Antonio Talia

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