CASO WANG LIJUN, SINDACO: "MI RECAI DI PERSONA A CHENGDU"

CASO WANG LIJUN, SINDACO: "MI RECAI DI PERSONA A CHENGDU"

di Sonia Montrella

 

Roma, 5 mar.- Si arricchisce di un nuovo capitolo la saga di Wang Lijun: il superpoliziotto di Chongqing che agli inizi di febbraio trascorse 24 ore presso il Consolato americano di Chengdu. A parlare è ora il sindaco della città che si pronuncia per la prima volta sul caso che potrebbe compromettere l'ascesa ai più alti ranghi del Comitato Permanente del Politburo di Bo Xilai. Ai microfoni della tv di Hong Kong Phoenix, Huang Qifan -  dal 2010 primo cittadino della megalopoli da 30 milioni di abitanti – ha raccontato di essersi recato a Chengdu nella notte del 6 febbraio subito dopo aver appreso la notizia di Wang Lijun.

 

Il sindaco ha smentito le voci riportate dai media secondo i quali avrebbe portato con sé 70 auto della polizia, ma ha raccontato di aver parlato con il console statunitense: "Mi sono precipitato a Chengdu con il mio segretario. Eravamo solo io e lui e avevamo un'unica auto. Appena arrivato sono stato accolto dal console degli Stati Uniti, con cui ho parlato, e poi ho avuto un colloquio lungo e dettagliato con Wang Lijun". E almeno per il momento, i contenuti restano top secret eccezion fatta per il tentativo del sindaco di persuadere Wang Lijun a lasciare il consolato. "Dopo la nostra chiacchierata Wang si è deciso a venire con noi" ha continuato Huang Qifan. "Rientra nei casi di sicurezza naturale, è naturale che facciano qualche indagine" ha dichiarato il sindaco con una sicurezza che sembra volta a mettere a tacere le ipotesi di intralcio alla carriera politica di Bo Xilai. Quanto è successo, sembra suggerire il sindaco, è questione di prassi: "E' del tutto normale. In ogni Paese se un cittadini si reca in un consolato bisogna prevenire qualsiasi potenziale episodio destabilizzante per la sicurezza del popolo" ha detto Huang in riferimento alle pattuglie della polizia che hanno circondato il consolato in quella notte. Volanti che, sottolinea ancora il primo cittadino di Chongqing, non appartenevano alla polizia della megalopoli, ma a quella della provincia del Sichuan.

 

Tuttavia, ha ammesso Huang, l'incidente avrebbe potuto danneggiare le relazioni internazionali della Cina. La fuga in consolato di Wang è infatti avvenuta pochi giorni prima della partenza per gli Usa del vice presidente Xi Jinping, destinato secondo le previsioni a governare il Paese nei prossimi 10 anni. "Se Wang Lijun fosse rimasto qualche giorno in più negli uffici della rappresentanza americana, il caso si sarebbe trasformato in un vero problema politico su scala internazionale e avrebbe potuto causare una crisi diplomatica". Bocca cucita all'Ambasciata Usa, contattata dal Wall Street Journal che ha ripreso le dichiarazioni del sindaco di Chongqing.

 

 


                                   
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