Caloriferi a rischio amianto, sequestrati tre stand cinesi

Giulia Crivelli
Hanno sofisticati siti internet, con tanto di traduzione dei contenuti dal cinese in inglese (in un caso su tre anche in italiano); elencano i premi ricevuti per i loro radiatori in alluminio e si dichiarano strenui difensori dell'ambiente, della qualità dei prodotti e della sicurezza dei clienti finali. Ma poi si scopre che nelle guarnizioni di questi tre produttori cinesi di radiatori – tutti presenti in grande stile a ExpoComfort, la fiera del riscaldamento e condizionamento in corso fino a oggi a Rho – ci potrebbe essere l'amianto, bandito da anni dalle leggi italiane ed europee per i suoi dimostrati effetti cancerogeni.
Ieri i Nas di Milano (Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri) hanno sequestrato dai rispettivi stand i radiatori dei produttori cinesi China Greening Radiator, Everfamily Radiator e Zhejiang Flyhigh Metal Products Ningbo, sospettate di utilizzare amianto. Le tre aziende potrebbero essere recidive: dopo un analogo sequestro effettuato nel 2008, durante la precedente edizione di ExpoComfort, nelle guarnizioni degli apparecchi l'agenzia Arpa trovò un contenuto di amianti del 42%. La decisione di ieri è maturata dopo un esposto presentato alla procura di Milano dall'avvocato Francesco Neboli per conto dell'Airal, un consorzio nato nel 2006 per promuovere e rilanciare i radiatori in alluminio.
«Scorrendo l'elenco degli espositori – spiega Neboli – abbiamo notato i nomi delle nostre "vecchie conoscenze cinesi", abbiamo guardato con attenzione i rispettivi siti e stand e abbiamo subito sospettato che rispetto a due anni fa non ci fossero stati grandi miglioramenti. In procura ci hanno dato fiducia, anche perché sull'amianto non si possono correre rischi: una volta venduti, i radiatori, se davvero contengono amianto, possono causare gravi danni alla salute di chi li ha comprati ma anche all'ambiente. Ora comunque – conclude Neboli – la parola spetta all'Arpa, che farà tutte le analisi necessarie e tra qualche settimana ci dirà se i nostri sospetti erano fondati».
Soddisfatti della tempestività dei controlli e dell'azione dei Nas – nonché della piena collaborazione della Fiera di Milano – anche altre associazioni di settore, non direttamente coinvolte nella segnalazione. «L'industria italiana dei termosanitari è leader mondiale, ma all'interno delle regole – spiega Paola Ferroli, presidente di Assotermica, associazione federata con Anima –. Quella di molte aziende cinesi è concorrenza sleale che danneggia noi e soprattutto i consumatori. In questo caso poi non si tratta di contraffazione ma di vera e propria sofisticazione, che può avere gravi conseguenze per la salute. In entrambi i casi, comunque, è fondamentale non solo la disponibilità delle autorità e delle forze dell'ordine, ma soprattutto degli organizzatori delle fiere. I sequestri sono sempre episodi spiacevoli – conclude la presidente di Assotermica – però manifestazioni come Mce-ExpoComfort sono importanti per lanciare segnali a chiunque non voglia agire nel rispetto delle regole».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

27/03/2010