Braccialini al debutto nei caschi da moto

La griffe si estende a nuovi prodotti e conquista anche la "testa": al Mipel, la fiera che si è chiusa ieri a Milano, Braccialini – a cui Mosaicon ha recentemente affidato la gestione del brand Francesco Biasia – ha presentato sei prototipi di caschi da moto da donna che, appena definita la licenza in discussione, saranno prodotti dalla Cif di Alessandria. L'altra novità che l'azienda fiorentina ha portato ai saloni milanesi riguarda le scarpe a marchio Gherardini, che tornano sul mercato prodotte da Antichi Pellettieri (accanto a Sebastian, Missoni e Giambattista Valli), grazie a una licenza triennale.
A fine marzo andrà in porto la fusione per incorporazione di Dadorosa srl (marchio Gherardini) nella sua controllante Braccialini srl. Un accordo destinato a far lievitare il fatturato Braccialini 2011 di circa il 45% anche grazie alla crescita dei vari marchi. L'obiettivo è, infatti, incrementare le sinergie e le economie di scala, ma anche aumentare le dimensioni aziendali per competere sul mercato, e agevolare le operazioni di riassetto societario. La "nuova" Braccialini partirà da un fatturato aggregato di 75 milioni: Braccialini ha chiuso il 2010 con 58 milioni di ricavi (per il 55% all'estero, primo paese è la Russia), +8% sull'anno precedente, e un ebitda stabile all'11%; anche Gherardini ha cominciato a crescere dopo anni di consolidamento, salendo a 17 milioni di ricavi (per il 60% in Giappone, patria del proprietario del marchio Misaki) in crescita del 7-8%.
E proprio Gherardini si prepara ora alle sfide più impegnative, quelle di "ringiovanire" il marchio con l'arrivo di un nuovo direttore creativo e di un nuovo staff che seguirà il marchio fondato a Firenze nel 1885. «Abbiamo già ampliato la gamma con foulard, ombrelli, cravatte e ora con le calzature – spiega Lorenzo Braccialini, responsabile marketing – e quest'anno vogliamo stringere i rapporti con un gruppo di abbigliamento, in modo da lanciare la collezione nel 2012 e realizzare così l'estensione più importante del marchio». Per Gherardini, come per Braccialini, lo sviluppo passerà anche dall'apertura di monomarca: uno dei mercati più promettenti è la Cina, che per adesso pesa poco sui ricavi, ma che nei prossimi cinque anni accoglierà una ventina di negozi Gherardini e altrettanti Braccialini (nel gennaio scorso ha aperto la seconda insegna cinese a Shanghai). «Quest'anno le vendite cinesi si cominceranno a sentire sul conto economico – dice Lorenzo Braccialini –. Noi puntiamo con decisione su quel mercato e abbiamo intenzione di investire anche in un ufficio stampa in Cina». I due marchi, Gherardini e Braccialini, rimarranno comunque distinti nel retail: «Per Gherardini abbiamo appena rifatto il concept dei negozi, che ha debuttato proprio in Cina». Braccialini (nella foto, una borsa per la prossima stagione fredda), grazie alla sua ricchezza di stile, guarda anche al sud-est asiatico, con la prospettiva di avviare l'apertura di monomarca nel 2012, e all'India, dov'è in via di definizione una joint venture produttivo-distributiva con un partner locale. L'unico ostacolo sulla strada di questa espansione poliedrica potrebbe arrivare dalla proprietà, ossia da Mosaicon, che fa capo per il 59% al fondo di private equity 3i e per il 41% ad Antichi Pellettieri del gruppo Mbfg travolto dal crack. Il fondo 3i si prepara infatti a cedere la propria quota in Mosaicon, per la quale si sono già fatti avanti altri fondi di private equity. La quota di Mariella Burani, secondo i commissari, verrà invece ceduta nell'arco di un triennio.
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09/03/2011