BP: 2010 CINA SUPERA USA PER CONSUMI ENERGETICI

BP: 2010 CINA SUPERA USA PER CONSUMI ENERGETICI

Pechino, 9 giu.- Dopo l'annuncio dell'Agenzia Internazionale dell'Energia pubblicato a luglio 2010, adesso arriva anche la conferma di BP: lo scorso anno la Cina ha superato gli Stati Uniti, diventando il primo consumatore di energia del mondo.

 

Secondo "BP Statistical Review of the World Energy report", il dossier annuale di British Petroleum la cui ultima edizione del 2011 è stata pubblicata ieri, nel 2010 Pechino ha consumato il 20.3% dell'energia globale, contro il 19% degli Stati Uniti. Lo studio targato BP mostra che l'anno scorso l'utilizzo di energia è cresciuto complessivamente del 5.6% e la domanda per ogni tipo di fonte energetica è cresciuta tanto nelle economie mature che in quelle emergenti, dopo la botta d'arresto dell'anno precedente, dovuta alla crisi.

 

Tuttavia, ha spiegato durante la presentazione del rapporto il chief economist di BP Cristoph Rühl, il consumo di energia è aumentato più velocemente rispetto alla crescita economica: "L'intensità energetica, ovvero l'energia impiegata per fabbricare un'unità di PIL, è cresciuta al ritmo più veloce dal 1970 ad oggi".

 

Tra i combustibili, il petrolio recita ancora la parte del leone e rappresenta il 33.6% del consumo energetico mondiale, ma perde quote di mercato per l'undicesimo anno consecutivo. Nel 2010 il consumo globale di greggio è cresciuto del 3.1%; un incremento al quale la Cina ha apportato un vasto contributo con un aumento dei consumi del 10.4%, pari a circa 860mila barili al giorno.  Gli Stati Uniti restano tuttavia i più grandi consumatori di petrolio al mondo, con circa il 21% del totale.

 

A registrare un aumento della diffusione in tutto il mondo, ancora una volta, è il gas naturale, il cui consumo – secondo i calcoli BP - è cresciuto del 7.4%, segnando il più vasto aumento di volume di sempre. Anche su questo fronte la Cina ha contribuito sensibilmente, confermandosi come il primo mercato di tutta l'Asia.

 

Ma per il Dragone le note dolenti arrivano ancora una volta dal carbone, che continua a costituire la sua principale fonte d'energia: nel 2010 la Cina ha incrementato l'impiego del più sporco tra tutti i combustibili del 10%, pari a 1.7 miliardi di tonnellate.

 

Qualche buona notizia, infine, giunge dalle fonti alternative (eolico, solare, geotermico, biocombustibili), che nel 2010 hanno prodotto l'1.8% del fabbisogno mondiale. "Negli ultimi cinque anni le energie alternative si sono sviluppate a un ritmo più veloce rispetto ai prodotti basati sul petrolio" ha commentato Rühl. Anche qui Pechino ha fornito un notevole contributo, soprattutto sul versante degli investimenti sull'eolico, che nel 2010 hanno superato quelli statunitensi rendendo la Cina il primo produttore al mondo e permettendole di ottenere dalla forza del vento il 48% della nuova capacità installata.

 

Ma si tratta pur sempre di una goccia nell'oceano, e la maggior parte del fabbisogno energetico cinese - tra il 70% e il 75% secondo alcuni calcoli - viene ancora soddisfatta attraverso centrali a carbone. Nel luglio scorso, quando l'Agenzia Internazionale dell'Energia aveva annunciato il sorpasso della Cina sugli Stati Uniti - che secondo l'AIE sarebbe avvenuto già nel 2009 -, le autorità cinesi avevano negato, sostenendo che il metodo d'indagine dell'organizzazione con base a Parigi era inesatto e troppo sbilanciato. Adesso che anche BP conferma il superamento di Pechino su Washington, la leadership del Dragone dovrà trovare altri argomenti per smentire di essere il primo consumatore di energia del mondo.

 

 

di Antonio Talia

 

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