Bo Xilai all'attacco

Bo Xilai  all'attacco

di Antonio Talia

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Pechino, 9 mar.- Ha più vite di un gatto. Bo Xilai – il segretario della megalopoli di Chongqing - investito in pieno dallo "scandalo Wang Lijun"- ha tenuto venerdì mattina una conferenza stampa ai margini dell'Assemblea Nazionale del Popolo, dopo che giovedì la sua assenza a un importante vertice politico aveva scatenato voci di dimissioni.



La maggior parte dei media stranieri presenti alla Grande Sala del Popolo venerdì mattina non è stata ammessa alla conferenza stampa
. "Mi spiace che l'assenza di ieri abbia attirato così tanta attenzione e preoccupazioni su di me" ha ironizzato Bo, secondo quanto riferito dai pochi giornalisti presenti.
"Le voci sulle mie dimissioni sono completamente frutto d'immaginazione" ha detto il leader di Chongqing.



I media occidentali e di Hong Kong hanno rivolto a Bo Xilai numerose domande sul caso di Wang Lijun, il più eclatante scandalo politico scoppiato in Cina negli ultimi anni, una vicenda che presenta ancora moltissimi punti oscuri. Dopo essere stato il braccio destro di Bo nella campagna contro il crimine organizzato, il mese scorso Wang è fuggito da Chongqing e si è rifugiato per diverse ore al consolato americano di Chengdu, nella Cina centrale.



L'ex superpoliziotto si è poi consegnato alle forze dell'ordine cinesi ed è oggi ufficialmente sotto inchiesta, una situazione che avrebbe gravemente compromesso la carriera del suo padrino politico Bo Xilai. "Ero del tutto all'oscuro delle manovre di Wang Lijun, casi di questo genere avvengono senza alcun preavviso" ha detto Bo, assumendosi comunque la responsabilità dell'intera vicenda.



La campagna anti-Triadi di Bo e Wang aveva condotto a 4.500 arresti e a 15 condanne a morte, ma dopo la fuga di Wang sono fioccate le accuse: secondo alcuni imprenditori di Chongqing, la "lotta al crimine organizzato" dei due funzionari non sarebbe stata altro che una violenta purga condotta contro loro nemici politici per prendere il controllo assoluto della città.



"Le voci secondo le quali mio figlio Bo Guagua guiderebbe una Ferrari sono completamente fasulle
- ha detto Bo Xilai- e la sua istruzione a Oxford e Harvard è stata pagata attraverso borse di studio. I gruppi criminali hanno moltissime connessioni a tutti i livelli e sono capaci di influenzare l'opinione pubblica. In molti hanno provato a riversare fango su di me, su la mia famiglia e su Chongqing". Bo, che fino allo scoppio del caso Wang Lijun era indicato tra più probabili candidati a un seggio al Comitato Permanente del Politburo –il vertice del potere cinese- ha difeso nel corso della conferenza stampa le iniziative con cui ha reso Chongqing il centro del "revival maoista".



In molti si chiedono se la carriera politica del leader di Chongqing sia ormai giunta al capolinea. Ma il "gatto Bo" venderà la pelle a caro prezzo.

 

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