Bilancia rosso Cina

Il viceministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso è stato chiaro: ha invitato «a non abbassare la guardia» per «i colpi di coda della crisi», e ha ragione. Perché mai come nel commercio internazionale il dato di un mese non determina una tendenza. Il rialzo rispetto a un anno fa è stato molto forte ma agosto, si sa, non è un mese molto significativo. Il rallentamento, se si raggruppano i dati ogni tre mesi (la media mobile), è evidente. Resta un fatto, però, che la situazione è decisamente migliore rispetto ai mesi bui del 2009 e siamo, almeno, tornati ai livelli di fine 2008. Qualcosa dunque si muove.
A preoccupare è un altro fattore: il disavanzo, freno alla crescita. Da gennaio ad agosto è stato di 15,8 miliardi di euro, contro i 3,9 miliardi dello stesso periodo del 2009, quando la crisi aveva regalato qualche timidissimo surplus. Con la ripresa è invece esploso, e balza all'occhio che almeno 11,6 miliardi sono legati all'interscambio con la Cina, la cui concorrenza lascia evidentemente il segno. «Occorre un piano di sostegno all'internazionalizzazione», ha aggiunto quindi Urso. Non potrà che puntare alla formazione, alla ricerca e sviluppo, all'innovazione.

16/10/2010