AZIENDE AMERICANE E CINESI CONTRO IL PROTEZIONISMO

Shanghai, 13 nov. - Alcuni direttori di imprese cinesi eamericane hanno dichiarato che le loro aziende stannoincontrando notevoli difficolta' a causa delle dure misureprotezionistiche adottate da alcuni paesi e hanno lanciato unappello affinche' Cina e USA si mobilitino per contenere lacrescente tendenza al protezionismo. Maurice Greenberg,presidente e capo esecutivo della C.V. Starr & Company, Inc. -societa' che possiede compagnie di assicurazioni e investimentiglobali - ha recentemente dichiarato che proprio nel momento incui l'economia mondiale si sta riprendendo dalla piu' gravecrisi economica dopo quella del '29, molti paesi continuano aripetere "gli errori del passato" costruendo barrierecommerciali. La Shanghai General Motors Company Limited(Shanghai GM) ad oggi rappresenta piu' di 6270 imprese acapitale americano e costituisce un solido pilastro per farfronte alla crisi finanziaria. Tuttavia i limiti imposti dallemisure protezioniste l'hanno spinta a dichiarare fallimentareil progetto di produzione ed esportazione di piccoli veicoli.Luo Ruili, vice-presidente della Shanghai GM e direttoregenerale del settore delle operazioni internazionali (GMIO),considera le multinazionali e la globalizzazione economica comerequisiti fondamentali per la crescita e ha sottolineato chenon si puo' piu' considerare la Cina come un paese che viola leleggi anti-dumping producendo merce a basso costo. Le piu'recenti statistiche delle dogane mostrano che da gennaio aottobre di quest'anno, l'import-export delle imprese cinesi acapitale straniero nel porto di Shanghai ha registrato un calodel 22,6%, con una caduta del 61% del volume degli scambidovuta piu' alle misure protezionistiche che alla recessione.La China Automation, specializzata nella produzione di sensorie interruttori industriali, e' una impresa a capitale americanostabilita 4 anni fa a Suzhou. Il direttore delle vendite, ChenYiyin, ha affermato che nell'ultimo anno l'azienda e' stataparticolarmente cauta nelle esportazioni, poiche' le tassedoganali fissate da alcuni paesi sui nuovi prodotti diimportazione superavano le previsioni dell'azienda. Wang Ming,ricercatore dell'Istituto di ricerca del commercio edell'economia internazionale di Shanghai, ritiene che ilprotezionismo non sia utile per superare la crisi, al contrariopotrebbe "soffocare" l'economia mondiale. Wang sottolineainoltre che Cina e USA, essendo i paesi maggiormente in gradodi influenzare l'economia mondiale, dovrebbero collaborare,uscire dall'ombra della crisi internazionale e contribuire aristabilire un nuovo ordine economico internazionale.