AUTORE LANCIO SCARPA: "LA CENSURA MI COMPLICA LA VITA"

AUTORE LANCIO SCARPA: "LA CENSURA MI COMPLICA LA VITA"

Pechino 20 mag.- Una vita resa troppo faticosa dai filtri del web: è questo il 'movente' del lancio dello scarpone al padre del sistema di censura della rete cinese. A riferirlo tramite un e-mail è lo stesso autore del gesto sovversivo avvenuto ieri nell'Università di Wuhan, conosciuto su Twitter con il nickname di Hanunyi. "Ho speso molti soldi per comprare software che non posso usare. E questo mi rende molto infelice" ha dichiarato l'uomo senza entrare nel dettaglio. E se c'è qualcuno cui addossare la colpa di tale frustrazione, questi è senza dubbio Fang Binxing, ideatore del firewall "Grande Muraglia di fuoco".

 

Il filtro, lanciato nel 1998, si avvale sia di sofisticati software che bloccano automaticamente parole chiave, sia di una sezione della polizia che controlla continuamente la rete, composta – si dice – da almeno 40mila poliziotti. Il controllo, poi è particolarmente serrato su tutti i siti che agevolano scambi di opinioni e informazioni come YouTube, Facebook, Flickr e Twitter. Una situazione intollerabile per gli internauti cinesi e per i sostenitori della libertà di espressione che negli anni hanno maturato risentimento verso Fang, diventato perciò il nemico numero uno.  Ma il padre della Grande Muraglia di fuoco non ha dubbi: a febbraio, in una rara intervista al Global Times, dichiarò che la censura è assolutamente necessaria e agli utenti non resta che "obbedire alle regole".

 

Di questo popolo della rete arrabbiato fa parte, naturalmente, anche Hanuyi che ieri sembra aver superato la sua personale soglia di sopportazione. Dopo aver ottenuto informazioni sugli spostamenti di Fang Binxing da alcuni blogger, l'uomo armato di uova si è recato nell'aula dell'Università dove Fang – preside dell'Università di Poste e Telecomunicazioni di Pechino – stava tenendo una lezione. E se le uova hanno mancato il 'bersaglio', lo scarpone l'ha centrato in pieno. Conclusa la sua missione, il ragazzo è uscito dall'aula mentre un folto gruppo di studenti ostacolava il passaggio dello staff della sicurezza scolastica pronta ad arrestare la 'testa calda' (questo articolo). 

 

La vicenda è documentata, con tanto di foto, dell'aula,  di uova e piedi scalzi, sulla pagina Twitter di Hanunyi, pagina ora intasata di messaggi entusiastici verso quello che è stato subito definito un "eroe". "Appena ho saputo della notizia mi sono sentito molto felice" scrive un utente. "Auguro buona fortuna a quest'uomo!" commenta un altro sostenitore. E c'è anche chi si preoccupa per le sorti di Hanunyi, ma l'uomo assicura di non essere  ricercato dalla polizia. "Non mi aspettavo che un gesto così piccolo potesse avere una tale risposta. Evidentemente sono molte le vittime del sistema" ha commentato Hanunyi, che 'cinguetta' su Twitter:  "Questo piccolo gesto esprime tutta la nostra insoddisfazione, ma avrei voluto fare di più".

 

E se navigare in internet in Cina non è mai stato così semplice, negli ultimi mesi il web è diventato ancora più 'chiuso' in seguito a quegli appelli pro-democrazia diffusi proprio in rete che, sulla scia delle proteste arabe, invitavano a scendere in piazza 'armati' solo di sorriso e gelsomini. Nonostante lo scarso seguito, il governo di Pechino ha dato il via a un giro di vite che coinvolge non solo dissidenti e attivisti, ma anche il web, fino ad arrivare al gelsomino, fiore simbolo delle proteste. Intanto, insieme al livello di agitazione, cresce anche "l'indice di lancio dello scarpone": 'unità di misura' del malcontento di un popolo coniata lo scorso febbraio in seguito allo scoppio delle rivolte arabe dall'Economist.

 

 di Sonia Montrella

 

©Riproduzione riservata