AUMENTI IN VISTA PER BENZINA E GASOLIO, +7%

Aumentano i prezzi di benzina e gasolio applicati dai distributori cinesi: la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme- il più importante organo di pianificazione economica di Pechino - ha annunciato che a partire dal primo giugno il costo dei carburanti aumenterà di 400 yuan a tonnellata, circa 41 euro in più. Il costo massimo di benzina e gasolio, che in Cina viene stabilito dallo stato, varia di provincia in provincia, ma la mossa della Commissione si traduce, in un aumento dei prezzi tra il 6 e il 7% per tutti gli automobilisti cinesi.  A Shanghai, ad esempio, la benzina costerà 5.51 yuan al litro contro i 5.19 delle vecchie tariffe (da quasi 54 a più di 56 centesimi di euro); mentre il gasolio passerà da 4.88 yuan a 5.22 yuan al litro (da 50 a 53 centesimi di euro circa). Quelli stabiliti dal governo sono comunque dei tetti, al di sotto dei quali il distributore locale è libero di fissare il prezzo che preferisce. Secondo il meccanismo messo a punto dal governo cinese nel dicembre scorso, la Cina può modificare i costi del carburante quando il  prezzo del greggio fluttua più del 4% nel corso di 22 giorni lavorativi consecutivi. Le tariffe sono quindi vincolate a un paniere internazionale di prezzi del greggio, cui vanno aggiunti i costi di trasporto, raffinazione, le tasse e un ragionevole profitto per le raffinerie. "Questo aumento del prezzo è forse un po' troppo leggero, perché il governo teme che un incremento più consistente potrebbe bloccare la domanda e, più in generale, il processo di ripresa dell'economia" ha detto al quotidiano Shanghai Daily Liao Kaishun, un analista della CBI China. "In ogni caso, la differenza dei prezzi tra la Cina e l'estero si è ridimensionata, un fattore che incoraggia le raffinerie a lavorare di più e quindi mantiene stabili i rifornimenti".