Atterraggio morbido per la Cina

Atterraggio morbido per l'economia cinese. I nuovi dati pubblicati ieri, relativi al mese di luglio, confermano che la crescita sta rallentando, anche se rimane robusta.
La produzione industriale è infatti cresciuta del 13,4%, una mini-frenata rispetto al +13,7% messo a segno il mese precedente. E gli investimenti delle imprese, pur restando molto tonici (+22,3% annuo), sono in calo rispetto all'aumento del 25% dei mesi precedenti.
Il governo non è per nulla preoccupato, anzi nei mesi scorsi per raffreddare l'economia ha varato misure restrittive, soprattutto nel settore del credito e dell'immobiliare, che evidentemente stanno avendo effetto. «Il ritmo di crescita dell'economia cinese - ha detto il portavoce dell'Istituto di statistica, Sheng Laiyun - è ancora forte. E un rallentamento appropriato aiuta a prevenire il surriscaldamento e accelera la ristrutturazione delle imprese».
I dati usciti ieri sono in linea con le attese. C'è una sola eccezione: l'inflazione ha toccato il 3,3%, al di sopra dunque dell'obiettivo del 3% e in netto aumento rispetto al 2,9% di giugno. Il balzo è però quasi tutto legato ai volatili prezzi dei beni alimentari, spinti verso l'alto dalle inondazioni che stanno colpendo il paese da diverse settimane. Gli economisti dunque non vedono in questo momento un pericolo inflazionistico in Cina.

12/08/2010