ARRESTATO IDEATORE "BIRD'S NEST" OLIMPICO

ARRESTATO IDEATORE  "BIRD'S NEST" OLIMPICO

Pechino, 4 apr.- Non si hanno ancora notizie sulla sorte di Ai Weiwei – tra i più celebri artisti cinesi, noto per essere tra gli ideatori del 'Nido d'Uccello', lo stadio olimpico di Pechino - dopo l'arresto avvenuto di ieri all'aeroporto della capitale. Il numero di cellulare di Ai risulta irraggiungibile, e nel primo pomeriggio di oggi - mattina in Italia - uno dei suoi assistenti ha confermato che nessuno è riuscito a mettersi in contatto con l'artista dal momento in cui è stato preso in custodia dalla polizia. E mentre la Francia ha già chiesto la liberazione di Ai Weiwei, - "Siamo molto preoccupati per la sorte dell'artista militante Ai Weiwei e stiamo seguendo da vicino la sua situazione e quella della sua famiglia" ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Bernand Valero -, le autorità cinesi non hanno ancora spiccato un'accusa formale e rifiutano qualsiasi commento sull'arresto.

 

Ai Weiwei era già stato sottoposto a misure di restrizione della libertà personale, ma la dinamica dell'arresto di ieri sembra segnalare che questa volta la situazione sia molto più grave che in passato: l'artista è stato preso in consegna dalla polizia in mattinata, prima di salire a bordo di un volo per Hong Kong, dove avrebbe dovuto discutere di una mostra e proseguire poi per Taiwan.

 

Secondo quanto riferiscono ad AgiChina24 fonti vicine ad Ai, la scorsa settimana la polizia aveva già visitato il suo studio tre volte per effettuare controlli di natura amministrativa, ma quello scattato nel pomeriggio di ieri ha l'aria di  un vero e proprio blitz: alcune dozzine di poliziotti hanno circondato e perquisito lo studio di Caochangdi, un villaggio fuori Pechino, sequestrando "centinaia" di reperti, tra cui computer e hard disk. Undici assistenti di Ai Weiwei - tra cui almeno tre stranieri - sono stati interrogati presso un commissariato e rilasciati solo dopo alcune ore. La polizia ha anche interrogato la moglie di Ai, Lu Qing, passato in rassegna l'abitazione dei due, e ha perfino perquisito la casa in cui vive il figlio di due anni, nato da un'unione precedente. Al momento lo studio  risulta ancora sotto sequestro, e - come sempre avviene in questi casi in Cina - la repressione è scattata anche online: tutti i post dell'artista sul sito Sina.com sono stati cancellati e internet risulta inaccessibile nell'intero villaggio di Caochangdi.

 

"Sono stata interrogata domenica notte - ha dichiarato all'agenzia AFP la moglie Lu Qing -, ho semplicemente detto loro che tutto ciò che fa Ai è pubblico, e che quindi se volevano conoscere le sue opinioni bastava fare una ricerca su internet. La polizia ha comunque sequestrato computer e hard disk".

 

53 anni, figlio di uno dei più amati poeti cinesi, Ai Weiwei è forse il più celebre artista cinese al mondo, noto anche per le posizioni critiche verso il governo di Pechino. Nel 2008, dopo il terribile terremoto che aveva colpito la provincia cinese del Sichuan, Ai era stato arrestato e picchiato dopo il tentativo di partecipare al processo contro uno degli avvocati che difendeva le vittime del sisma. In quell'occasione Ai aveva realizzato un'installazione audio nella quale numerosi volontari leggevano i nomi dei 5mila bambini morti nel crollo delle scuole, costruite -  a detta dei genitori - con materiali di scarto per risparmiare sui costi.

 

Non è neanche la prima volta che ad Ai Weiwei viene impedito di viaggiare: nel dicembre scorso l'artista era stato bloccato all'aeroporto prima di imbarcarsi per un volo che lo avrebbe condotto ad Oslo a partecipare alla consegna del Premio Nobel per la Pace a Liu Xiaobo, il dissidente che attualmente sta scontando una pena di 11 anni per l'accusa di sovversione (questo articolo).

 

Ai Weiwei è il nome più in vista tra i critici del governo cinese che da circa due mesi sono oggetto della campagna persecutoria più aspra degli ultimi anni: due settimane fa Liu Xiangbin, un veterano dissidente delle provincia del Sichuan, è stato condannato a 10 anni di reclusione (questo articolo). La scorsa settimana Yang Hengjun, uno scrittore sino-australiano di spy stories noto per le sue posizioni pro-democrazia, è sparito per alcuni giorni - probabilmente sotto arresto - prima di decidere di tornare in Australia (questo articolo).

 

Il governo è fermamente determinato a bloccare qualsiasi forma di dissenso e guarda con disagio all'epidemia di rivolte che si è diffusa in Nord Africa e in Medio Oriente, regimi più volte indicati come esempi di sistemi alternativi alle democrazie occidentali. Alla fine di febbraio un gruppo di dissidenti anonimi ha iniziato a pubblicare sul web messaggi che invitavano la popolazione cinese a scendere in piazza per protestare contro il sistema a partito unico (questo dossier). Nonostante i cosiddetti "Raduni dei Gelsomini" non abbiano riscosso molto successo, da allora le misure di repressione nei confronti di dissidenti e sostenitori dei diritti umani si sono intensificate: quasi un centinaio di persone sono state sottoposte a restrizioni della libertà personale e di almeno 11 di loro si sono completamente perse le tracce.

 

di Antonio Talia

 

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