ANP: ORDINE DEL GIORNO, PENSIONI E CASE

ANP: ORDINE DEL GIORNO, PENSIONI E CASE

Pechino, 9 mar.- Sistema pensionistico e piani di edilizia popolare: se all'Assemblea Nazionale del Popolo in corso a Pechino in questi giorni uno dei temi chiave è l'accorciamento delle distanze tra ricchi e poveri, i progetti annunciati da due ministri cinesi rientrano in pieno nel programma.

 

Secondo quanto riferito oggi dal viceministro per lo Sviluppo Rurale e Urbano Qi Ji, nel 2011 la Cina investirà 1300 miliardi di yuan (circa 142 miliardi di euro) in progetti di edilizia popolare. Il piano illustrato da Qi prevede che il governo centrale e le amministrazioni locali forniranno 500 miliardi di yuan, mentre il resto sarà fornito da investitori privati e altre istituzioni. "Voglio sottolineare che almeno il 10% delle rendite nette ottenute dalle amministrazioni locali dalla vendita della terra devono essere impiegate nei programmi di edilizia popolare - ha dichiarato Qi - e invitiamo le amministrazioni a dare priorità al progetto utilizzando anche i circa 200 miliardi di yuan che hanno ricavato lo scorso anno dalla vendita dei bond". La misura si presenta come una nuova risposta del governo al malcontento causato dai continui rincari dei prezzi delle abitazioni, che in numerose città cinesi stanno raggiungendo costi tali da rendere l'acquisto di una casa di proprietà un vero e proprio miraggio per la classe media. "Bloccheremo la speculazione edilizia" aveva dichiarato il premier Wen Jiabao nel suo discorso di apertura dell'Assemblea Nazionale del Popolo, sabato scorso: negli ultimi mesi il governo ha adottato diverse misure per frenare i rincari, dall'introduzione della tassa sulle proprietà nelle città di Shanghai e Chongqing (questo articolo) fino all'incremento degli anticipi minimi da versare per l'acquisto di seconde e terze case (questo articolo), ma le statistiche ufficiali mostrano un aumento dei prezzi nelle 70 principali città cinesi anche nel mese di gennaio, mentre i dati ufficiali su febbraio verranno resi noti solamente il 18 marzo prossimo. "I continui aumenti dei prezzi delle case sono stati parzialmente provocati dal comportamento irrazionale degli speculatori - ha dichiarato Qi -, ma il problema verrà gradualmente risolto con l'attuazione delle politiche del governo centrale e una maggiore responsabilizzazione dei governi locali".

 

Il vice ministro per le  Risorse Umane e la Sicurezza Sociale Hu Xiaoyi, invece, ha illustrato i progressi e i progetti del programma di welfare rurale lanciato nel 2009. Secondo i dati forniti da Hu, al momento circa 143 milioni di contadini sono coperti dall'esperimento di sistema pensionistico lanciato due anni fa, ma la  somma che percepiscono corrisponde a 55 yuan mensili (circa 6 euro).  Secondo le linee annunciate sabato scorso dal premier Wen Jiabao, nel 2011 il sistema dovrà coprire il 40% delle contee cinesi (rispetto all'attuale 24%), per poi garantire una copertura totale a tutti i residenti delle zone rurali nel 2015.
Secondo il ministro per le Risorse Umane e la Sicurezza Sociale Yin Weimin, tuttavia, Pechino deve affrontare una "gigantesca sfida al sistema pensionistico": "La Cina ha 170 milioni di abitanti oltre i 60 anni - ha detto Yin -, circa il 12.8% del totale. E il tasso di vecchiaia della popolazione sta aumentando. L'anno scorso sono stati raccolti contributi per 1300 miliardi di yuan e sono state versate pensioni per mille miliardi di yuan. Dobbiamo studiare la maniera più adeguata per investire i fondi ed espandere il valore delle pensioni man mano che la nazione si sviluppa e la popolazione invecchia".

 

di Antonio Talia

 

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Ascolta l'intervista di Radio Radicale in collaborazione con AgiChina24.

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