ANCORA TENSIONI CON IL SOL LEVANTE 

ANCORA TENSIONI CON IL SOL LEVANTE 

Roma, 25 ott.- La battaglia tra Pechino e Tokyo si sposta su un nuovo fronte: le isole Chunxiao, nel Mar Cinese Orientale. Secondo i media giapponesi, il Dragone sarebbe impegnato nella trivellazione del suolo ricco di gas naturali delle isole. Unico neo, le Chunxiao – Shirakaba per i giapponesi - sarebbero da tempo oggetto di contesa tra le due potenze asiatiche: il territorio infatti rientra in parte sotto il controllo cinese per il principio delle Chinese Exclusive Economic Zone (CEEZ), e per circa 4 kilometri sotto il controllo del Sol Levante.

Immediata la reazione del premier giapponese Naoto Kan che avrebbe già deciso di avviare delle indagini sismiche e fare luce sulla questione. Quello delle Chunxiao non è nuovo come scenario della controversia Cina-Giappone: a metà settembre la tv nipponica aveva mandato in onda delle immagini riprese dall'aviazione giapponese che mostravano squadre cinesi in procinto di trivellare il suolo conteso. Un'accusa cui Pechino aveva risposto affermando che quelle in corso erano dei semplici lavori di riparazione. E viste le nuvole che si alzano dalle isole, è "molto probabile" che la Cina abbia iniziato le trivellazioni proprio allora, ha dichiarato l'agenzia per le Risorse Naturali e l'Energia nipponica.

 

 

 

L'8 settembre l'arresto dell'equipaggio del peschereccio cinese a seguito dell'urto con due motovedette nipponiche nelle acque contese delle isole Diaoyu/Sengaku  -  anch'esse ricche di gas naturale e petrolio - aveva incrinato i rapporti tra le due potenze. Al contrario del resto dell'equipaggio, il capitano del peschereccio - accusato di aver intenzionalmente provocato l'urto - non è stato rilasciato subito, ma è stato trattenuto dalle autorità giapponesi per più di 15 giorni. Una mossa che ha fatto infuriare il Dragone che non ha esitato a congelare i rapporti bilaterali a livello ministeriale con il Sol Levante, a cancellare tutti gli appuntamenti in agenda, tra cui l'incontro con il primo ministro giapponese Naoto Kan durante il vertice delle Nazioni Unite di New York, e ha opposto un no secco alla proposta di dialogo avanzata dal Giappone, almeno fino al rilascio dell'uomo. Ad alimentare le tensioni tra la prima e la seconda potenza economica asiatica hanno contribuito i cortei nazionalisti organizzati davanti all'Ambasciata cinese a Tokyo e le numerose manifestazioni anti-giapponesi esplose in tutta la Cina che il ministro degli Esteri giapponese Seiji Maehara la settimana scorsa ha definito "isteriche" scatenando l'ira di Pechino.  Ma a compromettere decisivamente i rapporti tra le due è stato l'embargo sulla vendita delle "terre rare" al Giappone: si tratta di quei minerali (di cui la Cina detiene circa il 97% della produzione mondiale) indispensabili nella fabbricazione di merci come computer, iPhone, lampadine a basso consumo e componenti per le pale eoliche, il cui blocco causerebbe danni enormi all'economia nipponica. Nonostante la Cina abbia sempre negato l'utilizzo dell'export di queste risorse fondamentali per l'industria del Sol Levante come strumento di pressione sui rivali, Tokyo è pronto a giurare che i rifornimenti di "terre rare" negli ultimi mesi hanno subito un netto calo.

 

 

 

Dall'Estremo Oriente quindi non giungono segnali di distesa. Se la controversia non accenna a placarsi, c'è chi vede rafforzarsi l'idea di un'alleanza tra l'India e il Giappone 'a danno' della Cina. "Credo fermamente che possiamo, e dobbiamo, unire le nostre forze per contribuire al benessere economico asiatico e mondiale" ha dichiarato il primo ministro indiano Manmohan Singh impegnato fino a martedì a Tokyo in un colloquio ministeriale sull'economia con il premier Naoto Kan. Un'alleanza che secondo molti osservatori celerebbe il desiderio del Sol Levante di rendersi più indipendente dal Dragone. "Il Giappone resta molto legato alla Cina, ma è emerso chiaramente che la sua intenzione è quella di allentare i lacci e per far ciò ha imboccato la via della partnership con l'India" ha affermato Jeffrey Kingstone direttore degli studi asiatici alla Temple University del Giappone.

 

 

di Sonia Montrella

 

 

 

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