ANCHE PECHINO AVRA' UNA PORTAEREI

ANCHE PECHINO AVRA' UNA PORTAEREI

Pechino, 8 giu.- L'Esercito popolare di Liberazione (PLA) esce allo scoperto e conferma la notizia della costruzione di una portaerei, anche se si tratta dell'ammodernamento della Varyag, un'unita' mai completata acquistata dall'allora marina sovietica. Un'esclusiva della BBC fa sapere che a riferirlo è il generale Chen Bingde, direttore dello staff generale del PLA, al quotidiano Hong Kong Commercial Daily sottolineando che "ciò non costituisce alcuna minaccia per le altre nazioni". Quanto ai tempi di consegna, nessuna anticipazione: la portaerei è in fase di costruzione nel porto nordorientale di Dalian.

 

La nave, lunga 300 metri, è rimodellata sullo scheletro di un vascello sovietico. La costruzione, iniziata nel 1980 e voluta dalla marina sovietica non fu mai completata. Quando l'Unione Sovietica crollò il corpo arrugginito della nave fu trasportato in un cantiere navale in Ucraina e tempo dopo fu acquistato da una compagnia cinese che voleva farne un casino galleggiante a Macao.

 

Secondo alcune indiscrezioni pare comunque che la costruzione sia alla fase terminale e che la nave verrà varata entro la fine dell'anno. "Ciò non significa però che darà immediatamente inizio alle operazioni" si legge sulla BBC secondo cui bisognerà aspettare ancora qualche anno.

 

Operativa o meno la portaerei ha già messo in allerta i Paesi vicini che vedono il rafforzamento della flotta marina e dell'apparato militare del PLA come una minaccia alla stabilità degli equilibri nelle acque asiatiche. "Tutte le grandi nazioni hanno una portaerei, è il loro simbolo" ha commentato il generale Qi Jianguo il quale ha ribadito che, in fatto di strategia militare, la Cina persegue la linea difensiva e non ha intenzione di attaccare. "Stiamo subendo numerose pressioni nelle acque oceaniche, dal Mar Cinese Orientale al Mar Giallo, dallo Stretto di Taiwan al Mar Cinese Meridionale".  E proprio quest'ultimo costituisce lo scenario dell'ultima disputa, in ordine cronologico, che vede coinvolto il Dragone. Martedì, la portavoce del ministero degli Esteri Hong Lei ha rigettato le accuse mosse dal governo di Manila di "incremento delle attività in acque sottoposte alla sovranità delle Filippine". "Le navi cinesi hanno solcato esclusivamente le acque che ricadono sotto la giurisdizione cinese al fine di condurre studi  e ricerche scientifiche" ha dichiarato Hong Lei che ha aggiunto: "tutte le attività sono in linea con la legge cinese". Non la pensa così il governo delle Filippine secondo cui le manovre delle imbarcazioni cinesi non solo mettono a repentaglio la stabilità, ma compromettono le attività dei pescherecci.

 

Da tempo i due governi lottano per la sovranità delle isole Spratly, parzialmente o interamente contese anche da Brunei, Malesia, Taiwan e Vietnam. All'inizio di aprile il governo di Manila aveva fatto appello proprio alle Nazioni Unite per riportare l'attenzione su quella disputa per la sovranità di parte dell'arcipelago che dura ormai da più di 40 anni. In particolare, nel dossier recapitato al Palazzo di Vetro si leggeva che "le rivendicazioni territoriali della Cina sulle isole, sulle scogliere, sulle acque adiacenti, sui fondali marini e sul sottosuolo del Mar Cinese Meridionale non trovano alcun fondamento nel diritto internazionale". Inaccettabile per Pechino l'accusa delle Filippine. In una nota diplomatica inviata alla metà di aprile dalla Cina al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon si leggeva che "il governo di Manila ha avviato il processo di invasione delle isole Nansha  -  questo il nome cinese dell'arcipelago - già negli anni '70". Prima di allora, sosteneva il Dragone, "le Filippine non avevano mai rivendicato quei territori la cui appartenenza alla Cina è provata da una lunga serie di testimonianze storiche e giuridiche".

 

Intanto anche Washington ha dichiarato di guardare con preoccupazione al rafforzamento della Difesa cinese e alle crescenti ambizioni navali di Pechino. Il PLA ha di recente investito pesantemente in sottomarini, mentre pochi mesi fa le foto del primo volo dello Stealth invisibile J20 cinese hanno fatto il giro del mondo.  

 

di Sonia Montrella

 

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