Anche la Cina alla guerra del rating

Si era già ritagliata i titoli dei giornali a novembre quando aveva deciso di declassare da "AA" ad "A+" il rating degli Stati Uniti. Ora Dagong, l'agenzia di valutazione cinese, ha peggiorato la pagella anche di un altro mostro sacro della finanza mondiale: la Gran Bretagna. Ieri Dagong ha abbassato il rating sulla corona britannica da "AA-" ad "A+". Ha invece confermato il giudizio dell'Italia, che venerdì scorso aveva invece subìto la riduzione dell'outlook da parte di S&P. La guerra tra le americane Moody's e S&P (che mantengono per gli Stati Uniti il voto massimo di "Tripla A") e la cinese Dagong (che invece continua a declassare Usa e Gran Bretagna) dunque continua: alle decisioni delle prime, sembra ribattere la terza con scelte diametralmente opposte. Certo è che i declassamenti su Usa e Gran Bretagna decisi da Dagong hanno punti di partenza non certo peregrini: i due Paesi sono zavorrati da debiti immensi, da deficit in crescita e faticano a rimettersi in carreggiata. È forse più facile contestare Moody's e S&P, che – da buone americane – mantengono i giudizi sui due Paesi al livello massimo. Ma è anche vero che in un Paese come la Cina, dove tutto è statale, è lecito domandarsi quanto indipendente sia l'agenzia Dagong.

25/05/2011