Amnesty chiede rilascio cinque attiviste arrestate

di Giovanna Tescione

Twitter@GiTescione

 

Roma, 12 mar. - Le autorita' cinesi devono immediatamente far cadere le accuse e rilasciare le cinque attiviste arrestate. E' questo l'appello di Amnesty International che oggi in un tweet dall'account ufficiale ha chiesto alla Cina di rilasciare le attiviste arrestate nella Giornata Internazionale della Donna per le loro proteste contro le molestie sessuali e per i diritti delle donne.

 

Le cinque, Wei Tingting, Wang Man, Li Tingting, Zheng Churan e Wu Rongrong, sono state arrestate con l'accusa di aver "innescato liti e    provocato problemi" e rischiano fino a cinque anni di carcere. Secondo alcune fonti, gli arresti sarebbero stati almeno dieci, con altre cinque donne rilasciate poco dopo.

 

I primi arresti erano iniziati gia' venerdi' scorso, giorno successivo all'apertura dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo, che si svolge in questi giorni a Pechino fino al 15 marzo prossimo. La prima donna arrestata e' Li Tingting, nota con lo pseudonimo di Li Maizi, a Pechino, contro i casi di violenza tra le mura domestiche. La stessa sera, l'arresto di un'altra attivista di Hangzhou, Wu Rongrong, sostenitrice dei diritti dei malati di Aids. Quest'ultima, secondo quanto si legge dal sito di Amnesty, domenica avrebbe chiamato un'amica in lacrime, una chiamata pero' interrotta subito dopo. Secondo alcune fonti sarebbe trattenute nella stazione di polizia di Haidian a Pechino.

 

12 marzo 2015

 

8 marzo: arrestate cinque attiviste femministe

 

di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 9 mar. - Almeno cinque attiviste femministe, ma alcune fonti parlano di almeno dieci, sono state prese in consegna dalle forze dell'ordine in Cina, durante la Giornata Internazionale della Donna, mentre preparavano una manifestazione per i diritti delle donne, secondo quanto riferito da alcuni avvocati per i diritti umani. Le donne provenivano dalle città di Pechino, Hangzhou, nella Cina orientale, e Canton, nella Cina sud-orientale. Alcune delle attiviste hanno lavorato con Yirenping, un'associazione che si occupa di diritti dei malati di Aids e di sieropositivi in Cina. "Chiedete alla polizia di Pechino e di Canton - scrive una di loro su Twitter - E' un crimine parlare di molestie sessuali in Cina?".
 
Le prime detenzioni di attiviste erano cominciate già venerdì scorso, il giorno dopo l'apertura dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo, che si svolge in questi giorni a Pechino, fino al 15 marzo prossimo. La prima donna arrestata è Li Tingting, nota con lo pseudonimo di Li Maizi, a Pechino, contro i casi di violenza tra le mura domestiche. La stessa sera, è stata arrestata anche un'altra attivista di Hangzhou, Wu Rongrong, sostenitrice dei diritti dei malati di Aids. La sicurezza nella capitale cinese, è aumentata durante i giorni della doppia sessione di lavoro dell'Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza Consultiva Politica del Popolo. Nella giornata di ieri, un ampio spiegamento di forze dell'ordine ha sorvegliato il corso di una manifestazione di protesta di alcuni familiari dei passeggeri del volo MH370, a un anno dalla scomparsa, nei pressi dell'ambasciata malese a Pechino. Dai siti web cinesi, sabato scorso, è stato oscurato, dopo giorni di polemiche, il documentario "Under the Dome", realizzato dall'ex presentatrice di Cctv Chai Jing, che aveva registrato un alto vertice di popolarità tra il pubblico cinese.
 


09 marzo 2015

 


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