ALTRI TIMORI SULLA CINA

Ancona, 19 mag. - "Siamo lontani dalla soluzione, considerati i nuovi rischi e i venti contrari su più fronti", ha detto Howard Lee, direttore esecutivo dell'Autorità monetaria di Hong Kong. "C'è rischio di un ritiro disordinato dei capitali fuori dell'area". Dopo anni di moneta facile l'edificio finanziario dell'area asiatica desta ora del resto ansia. E riferendosi all'emorragia di capitali dell'inizio d'anno ancora Lee avverte che "la prossima volta potrebbe essere ancora più grave dati gli squilibri finanziari accumulati nel corso degli ultimi anni".  In altri termini un impressionante aumento del livello d'indebitamento ha certamente reso l'Asia indispensabile alla crescita mondiale, ma ha anche aumentato per logica i rischi di una crisi finanziaria originata da qualche disordinato deleveraging. Né la circostanza che gran parte del debito dell'imprese cinese sia denominato in valuta locale  ha evitato che i rendimenti delle imprese cinesi quotate a Shangai siano calati del 10% quest'anno.

 

Come sostiene nei suoi rapporti la BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea ormai il costo del denaro è fenomeno globale. Non esiste pertanto un mercato asiatico immune dalle decisioni dalla Federal Reserve. L'IIF a sua volta fa notare le banche di proprietà statale in Cina costituiscono  ancora un problema irrisolto, e possono costringere il governo a ricapitalizzare gli istituti di credito, in un quadro di crescita che sarebbe molto diverso da quello della crisi del 1999. "In un ambiente di bassa crescita e di produttività in mezzo collasso, una simile strategia potrebbe portare allo scenario da 'decennio perduto' del Giappone".  E tuttavia alla fine l'IIF resta ottimista e giudica che una crisi globale in piena regola possa essere evitata. Ma resta il fatto che lo stesso IIF stimi il debito totale cinese pari al 295% del PIL, ed ancora in rapida crescita. Un livello inusitato per un'economia che manca di un mercato maturo dei capitali e le cui riserve di ricchezza accumulata sono ancora da mettere alla prova di una stretta globale. 

 

19 MAGGIO 2016

 

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