Alleanza italo-cinese per jeans a effetto push-up

Manuela Brambati
La nuova sfida fashion di Luca Berti è quella di "imporre" nel nostro paese il jeans made in Cina. E di denim Berti se ne intende: nasce come responsabile ufficio stile Diesel, poi continua come designer di Parasuco. Nel curriculum anche consulenze per Ferré, Miroglio e Replay.
Per l'ambiziosa scommessa lo stilista ha scelto il colosso della Repubblica Popolare Vigoss che produce 16 milioni di paia di jeans all'anno, ha un giro d'affari di 230 milioni di euro e dove lavorano 15mila persone. Il gruppo con il quartier generale a Guangzhou ha unito la sua forza finanziaria-produttiva alla creatività dello stilista dando vita alla nuova realtà imprenditoriale Cristall, di cui Vigoss è azionista di maggioranza con l'80 per ento.
Dall'alleanza italo-cinese è nato Lerock, il marchio di jeans da donna che valorizzano la silhouette femminile grazie a un taglio senza sovrapposizione di tessuto e soprattutto a un effetto push-up del lato B. La linea è stato presentata ufficialmente durante le settimana della moda milanese, ma sarà in vendita nei negozi solo a partire da giugno. «La collezione include dal jeans basico allo special price da 68 euro fino alla limited edition, la più costosa (210-220 euro), con lastricature di cristalli e tutti gli accessori metallici bagnati nell'oro», spiega Berti aggiungendo che la nuova avventura imprenditoriale «ha previsto un investimento iniziale di circa 1,5 milioni di euro» e ha incontrato parecchi ostacoli burocratici.
«La normativa italiana scoraggia, in un certo senso, gli investimenti stranieri nel nostro paese anche se si tratta di un gruppo solido come nel caso di Vigoss. Tanto è che per costituire la società, con sede a Ferrara, ci sono voluti sei mesi. Lo stile dei jeans sarà esclusivamente italiano così come la distribuzione anche se la produzione avverrà in Cina», aggiunge. La collezione della prima stagione invernale è stata distribuita in sei regioni italiane e in Spagna, quella estiva sarà commercializzata attraverso 12 agenti anche in Brasile, Argentina, Francia, Russia Germania e Stati Uniti. «Il fatturato della prima stagione è stato di 1,25 milioni, l'obiettivo del primo anno è raggiungere quota 4milioni. Finora la risposta dei negozi è molto buona, le richieste maggiori sono concentrata nel top di gamma della linea, ovvero sui modelli con i dettagli più preziosi», sottolinea ancora.
Il creativo da tempo ha avviato collaborazioni stilistiche con la Cina visto che in Italia i costi elevati rendono proibitiva la produzione manifatturiera di capi ricercati. «Se si realizzano i jeans in Italia il prezzo lievita dieci volte, dal costo puro a quello di vendita – fa notare Berti –. Un rapporto non sostenibile sia per l'imprenditore sia per il cliente».
Da qui, la decisione dello stilista di scegliere un partner commerciale e finanziario asiatico. Al momento, Berti non intende allargare la collezione: «Per due anni punteremo soltanto sul denim, poi si vedrà», conclude.
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18/05/2010