AL VIA OLEODOTTO SIBERIA-DAQING

AL VIA OLEODOTTO  SIBERIA-DAQING
Pechino, 30 ago. - Ilpetrolio russo muove a est:il premier Vladimir Putin ha inaugurato ieri -allapresenza del capo della China National Energy Administration Zhang Guobao- unoleodotto atteso da tempo, che trasporterà in Cina il greggio siberiano. "Lasezione russa del progetto è stata completata- ha dichiarato Putin- e per noisi tratta di un progetto importante, attraverso il quale stiamo iniziando adiversificare l'offerta delle nostre risorse energetiche. La maggior parte diesse, finora, è stata fornita ai partner europei, ma l'avvio di questo progettosegna già una notevole alternativa alle rotte più tradizionali". L'oleodotto,che collega la città di Skovorodino alle raffinerie di Daqing, nel nordestdella Cina, corre su territorio russo per poco più di 60 chilometri, mentre laparte cinese si snoderà per quasi mille chilometri; nonostante questa sezionesia ancora da ultimare il premier russo si è detto assolutamente sicuro dellaconsegna del greggio "entro la fine dell'anno". La pipeline fa parte di unprogetto più ampio denominato ESPO (Eastern Siberia Pacific Ocean), ideato pertrasportare tra i 30 e i 50 milioni di tonnellate di petrolio all'anno dallaSiberia alla regione Asia-Pacifico, la cui domanda di energia sembrainarrestabile. Per l'Orso russo convogliare il proprio greggio verso oriente significaaccedere a un mercato immenso e in continua espansione come quello cinese,riducendo l'affidamento sulla tratta europea, lungo la quale ogni anno si trasportanogià 120 milioni di tonnellate di petrolio; per il Dragone si tratta di unafonte di energia più vicina al cortile di casa, che diminuisce la vulnerabilitàstrategica e la dipendenza da altre regioni, politicamente più instabili. Il 19luglio scorso l'Agenzia Internazionale per l'Energia aveva annunciato la finedi un primato che durava da più di un secolo: secondo i dati IEA, subitosmentiti dai cinesi, nel 2009 Pechino avrebbe superato Washington, diventandoil primo consumatore di energia al mondo. Per sostenere la sua vertiginosacrescita economica, tuttavia, la Cina è soggetta a numerosi talloni d'Achille,come quello rappresentato dallo Stretto di Malacca: la maggior parte delgreggio acquistato dal Dragone, infatti, viene ancora trasportata via mareattraverso questa rotta irta di pericoli, la cui interruzione potrebbe causaredanni incalcolabili all'economia cinese.

 

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