Al via il G20 Finanze, pesa Brexit, bene la Cina

Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 22 lug. - Il contraccolpo all'economia europea e globale dopo la decisione della Gran Bretagna di uscire dall'Unione Europea sarà tra i temi principali del G20 finanziario che si apre domani a Chengdu, nel sud-ovest della Cina. Molto è cambiato nel panorama internazionale rispetto a cinque mesi fa, quando al G20 finanziario di Shanghai di fine febbraio i ministri delle Finanze delle venti maggiori economie del pianeta si sono pronunciati a favore delle riforme strutturali per sostenere la crescita invece di affidarsi in primo luogo agli strumenti di politica monetaria. La Cina e le trasformazioni del suo modello di sviluppo non sono, oggi, al centro della scena: gli ultimi dati macro-economici rassicurano gli analisti, nonostante i persistenti problemi dei debiti delle aziende, e segnalano una crescita che si avvia verso la stabilità, al 6,7% anche nel secondo trimestre, e avviata verso il 6,6% entro fine anno, nelle ultime stime riviste in rialzo di un decimale dal Fondo Monetario Internazionale. Le fonti di incertezza sono da ricercare altrove.

Nel nuovo scenario, a preoccupare i ministri delle Finanze e i banchieri centrali dei Paesi membri del G20 sono le conseguenze della Brexit, la situazione in Turchia dopo il tentato colpo di Stato della scorsa settimana, le manovre di stimolo all'economia in Giappone e i rischi del settore bancario in Italia. Fattori che pesano sulla ripresa globale, ancora debole e vista generalmente in ribasso dall'ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale, che ha tagliato dello 0,1% le stime di crescita a livello globale, scese al 3,1% per il 2016. La situazione non è, però, così critica secondo il Financial Stability Board, che si è riunito ieri nella città famosa per i panda, in vista del vertice finanziario di domani e domenica: il sistema finanziario globale ha "continuato a lavorare con efficacia" dopo il voto in Gran Bretagna e oggi è più forte rispetto al periodo antecedente alla crisi finanziaria del 2008, grazie alle riforme in tema di regolamentazione messe in atto dai singoli Paesi.

Le incertezze derivanti dalla Brexit sono state uno dei temi cruciali sviluppati oggi dal primo ministro cinese Li Keqiang, nell'incontro con sei leader della finanza e del commercio mondiali. A Pechino erano presenti, tra gli altri, la managing director del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, il presidente dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, Roberto Azevedo, e il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong-Kim. La Cina, ha avvertito Li Keqiang, non può essere la sola ad assumersi il carico della ripresa a livello globale, mentre Lagarde ha chiesto di rimuovere "il più velocemente possible" le incertezze derivanti dall'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea.

 

22 LUGLIO 2016

 

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