AL VIA DIALOGO STRATEGICO: CINA-USA DIVISE SU SICUREZZA INFORMATICA E ISOLE CONTESE

Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 23 giu. - Un colloquio schietto e dritto al nocciolo della quesitone. Cina e Stati Uniti promettono discussioni aperte sui temi che legano e dividono le due sponde del Pacifico, all'inizio della settima edizione del Dialogo Economico e Strategico a Washington, dove si trovano oltre 400 funzionari cinesi giunti nelle scorse ore per i colloqui di alto livello tra le due potenze in vista del prossimo incontro tra i due presidenti, Barack Obama a Xi Jinping, nel settembre prossimo a Washington. I colloqui veri e propri cominceranno oggi e il dialogo si protrarrà fino a domani. Temi caldi, che hanno scandito le polemiche delle ultime settimane sono la sicurezza informatica e le dispute di sovranità nel Mare Cinese Meridionale: tra i protagonisti del dialgo ci saranno, per gli Usa, il segretario di Stato, John Kerry e il segretario al Tesoro, Jacob Lew, e per la Cina, il consigliere di Stato, Yang Jiechi, e il vice primo ministro, Wang Yang.

Alcuni dei temi caldi dell'agenda di incontri sono già stati affrontati ieri, con l'incontro tra il vice segretario di Stato americano, Tony Blinken, e il vice ministro degli esteri cinese, Zhang Yesui, ma le aspettative per il via ufficiale dei lavori diparte americana sono basse, scrive oggi il New York Times, che elenca tutti i punti che dividono Cina e Stati Uniti a cominciare dai temi dell'economia, come le restrizioni a cui è ancora soggetto il mercato interno cinese secondo Washington, il valore del renminbi, la valuta cinese, ancora sottovalutato secondo molti economisti americani, e i problemi delle aziende statunitensi presenti in Cina, sempre più critiche nei confronti del gigante asiatico e in casi sempre più numerosi interessate a investire su mercati dove il costo del lavoro è minore, con preferenza per il sud-est asiatico.

A unire, invece, Cina e Stati Uniti, c'è invece il tema del nucleare iraniano, con la Casa Bianca che ritiene importante l'apporto di Pechino nei negoziati che dovranno portare entro il 30 giugno prossimo a un accordo definitivo tra Teheran e i 5+1. "Cina e Stati Uniti hanno relazione molto complessa e piena di conseguenze - ha dichiarato Daniel Russel nei giorni scorsi - Non ci vediamo sempre faccia a faccia, ma le sfide globali richiedono che cooperiamo". Tra i temi che uniscono Cina e Stati Uniti, c'è l'importanza che Washington attribuisce a Pechino nella gestione della situazione in Corea del Nord e il trattato bilaterale sugli investimenti, per il quale, però, non sono previsti progressi significativi durante questo round di colloqui, secondo gli analisti americani.

Da Pechino, intanto, il Ministero degli Esteri cinese fa sapere che la Cina non intende fare marcia indietro sulle proprie posizioni nelle questioni che in queste ore dividono le due sponde del Pacifico. Il portavoce Lu Kang ha fatto sapere che le dispute di sovranità nel Mare Cinese Meridionale non sono un tema di divisione tra Cina e Usa. Nei giorni scorsi, il consigliere dell'amministrazione Obama per l'Asia orientale e il Pacifico, Daniel Russel, aveva parlato di divergenze "non fondamentali" con Pechino sulle dispute di sovranità nel Mare Cinese Meridionale, ma aveva chiesto al governo cinese la fine della militarizzazione cinese delle isole contese nel Mare Cinese Meridionale. "Abbiamo sottolineato con gli Stati Uniti - ha affermato Lu Kang - che la questione del Mare cinese Meridionale non è e non dovrebbe essere una questione tra i due Paesi". Anche il tema della sicurezza informatica è al centro dell'attenzione, dopo le accuse a Pechino di avere occultamente sponsorizzato gli hacker che hanno violato i codici informatici di quattro milioni di funzionari governativi statunitensi. Per il governo cinese, la ripresa del dialogo dipende da Washington che dovrà "creare le condizioni per il dialogo" con Pechino, interrottosi "non per colpa della Cina".

 

23 giugno 2015

 

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