AI WEIWEI: ESILIO IN GERMANIA?

AI WEIWEI: ESILIO  IN GERMANIA?

Pechino, 14 lug. – Ipotesi esilio in Germania per Ai Weiwei? L'artista-dissidente cinese ha risposto oggi a un sms dell'AFP, dicendosi "molto felice" di accettare una docenza che gli è stato offerta dall'Università delle Arti di Berlino. "Spero di poter contribuire a qualcosa di importante nel futuro" ha detto Ai, aggiungendo però che non è chiaro quando gli sarà consentito lasciare la Cina. 

 

Ai Weiwei, 54 anni, è l'artista cinese più noto a livello internazionale. Prima del 3 aprile scorso- data del suo arresto sotto l'accusa di frode fiscale-, Ai era stato trattenuto diverse volte dalle forze dell'ordine cinesi in seguito alle sue controverse campagne di critica al governo cinese (questo articolo). Nel 2008, dopo il disastroso terremoto del Sichuan nel quale persero la vita oltre 70mila persone, Ai Weiwei raccolse i nomi di tutti i bambini uccisi dai crolli delle scuole – costruite con materiali di scarto per lucrare sugli appalti - per realizzare un'installazione che ricordasse gli effetti della corruzione dei funzionari governativi. Nello stesso anno l'artista collaborò comunque col governo cinese per la realizzazione del Nido d'Uccello, il faraonico stadio divenuto il simbolo delle Olimpiadi di Pechino, sostenendo di avere partecipato esclusivamente per il suo "interesse nel design".

 

Che la situazione per Ai Weiwei si stesse facendo scivolosa era già evidente mesi prima dell'arresto: a gennaio il nuovo studio realizzato a Shanghai era stato demolito come apparente ritorsione per le sue posizioni, mentre a gennaio all'artista era stato impedito di recarsi a Oslo per assistere alla cerimonia di consegna del premio Nobel per la Pace al dissidente Liu Xiaobo, che sta scontando nelle prigioni cinesi una condanna ultradecennale per "incitazione alla sovversione" (questo articolo). 

 

Ai Weiwei è stato rilasciato il 22 giugno scorso, ma è ancora sotto inchiesta per evasione fiscale e non può lasciare Pechino. 

 

Già a marzo Ai Weiwei aveva manifestato l'intenzione di creare un laboratorio a Berlino: "La maggior parte delle mie attività si è svolta in Europa- aveva dichiarato Ai in quell'occasione – e non posso davvero esporre i miei lavori in Cina. Trovo molto scoraggiante ciò che sta succedendo qui, e se voglio continuare a sviluppare il mio lavoro potrei aver bisogno di trovare una nuova base". 

 

Se il governo di Pechino concedesse all'artista di lasciare il paese, l'ipotesi Germania sembra la più probabile. 

 

di Antonio Talia

 

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