AGENDA ITALIANA PER IL CAPODANNO CINESE

AGENDA ITALIANA PER IL CAPODANNO CINESE

Roma, 26 gen.- Danze di Draghi e Leoni, spettacoli pirotecnici, balli e canti: tutto è pronto nelle principali città italiane per festeggiare nel più tradizionale dei modi il capodanno cinese, previsto per sabato 3 febbraio. Anche l'Italia ha dato ufficialmente inizio ai festeggiamenti per quella che viene considerata la più importante festa cinese (leggi questo articolo http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/costume-e-societ ). E lo ha fatto a Roma con una conferenza stampa di presentazione cui hanno preso parte l'ambasciatore cinese in Italia Ding Wei, il direttore generale per la valorizzazione del ministero per i Beni e le Attività culturali Mario Resca, la responsabile dell'Ufficio stampa dell'ambasciata cinese in Italia Yang Yenyen e Andrea Perugini, responsabile per il ministero Affari Esteri dei rapporti con Asia e Oceano Pacifico. L'incontro ha avuto lo scopo di illustrare i principali eventi organizzati su tutto il territorio italiano per celebrare l'arrivo dell'anno del Coniglio. L'iniziativa promossa dall'ambasciata cinese insieme al governo italiano rientra nell'ambito delle iniziative dell'Anno della cultura cinese in Italia. "Il nostro vuole essere un omaggio agli italiani per ringraziarli dell'accoglienza che hanno riservato alla Cina" ha dichiarato Yang Yenyen con riferimento allo scorso ottobre quando, in occasione della visita del premier Wen Jiabao e dell'inaugurazione dell'Anno della cultura cinese in Italia, una luce rossa ha colorato il Colosseo sul quale sono stati proiettati i caratteri Cina, Italia e amicizia. Ma non solo, gli eventi in programma hanno lo scopo di permettere agli italiani di approfondire la propria conoscenza del Paese di Mezzo perché "cultura è apertura" ha dichiarato Yang Yenyen. "Sono due le potenze culturali al mondo: la Cina e l'Italia. E siccome i leader si accompagnano sempre ad altri leader, l'approfondimento dei rapporti tra i due Paesi non è casuale" ha aggiunto Resca.

Ecco allora un calendario fitto di appuntamenti che si terranno dal 3 al 18 febbraio, giorno in cui la Festa delle Lanterne metterà fine ai festeggiamenti per il capodanno. Tra gli eventi più importanti in agenda, il Grande Spettacolo pirotecnico - previsto per il 2 febbraio a Napoli - i cui fuochi d'artificio arriveranno direttamente dalla Cina; il concerto di beneficienza di Lu Wei, in programma il 6 febbraio presso il teatro Arcimboldi di Milano, i cui proventi saranno donati a un ospedale della città; l'esibizione delle minoranze etniche eseguita da allievi dell'università Minzu della Cina; e infine gli immancabili spettacoli dei Draghi e dei Leoni e la danza dei Tamburi previsti in tutte le città. Tradizioni, quest'ultime, che affondano le radici nell'antichità.

La danza del Drago risale alla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) e si è affermata come attività praticata dal popolo durante le celebrazioni. Simbolo di autorità e emblema dell'impero, il Drago – che si presenta con corna di cervo, orecchie di toro, occhi di coniglio, fauci di tigre, squame di pesce e corpo di serpente -  era ritenuto capace di camminare sulla terra, volare in aria e nuotare in mare.  Oggi la danza del Drago è oggetto di particolare attenzione tanto da essere praticata solo da esperti provenienti da scuole di Kung  Fu. Per raggiungere lo scopo propiziatorio, l'esibizione deve essere perfetta e la lunghezza del Drago deve essere considerevole. Più il corpo dell'animale sarà lungo maggiore sarà la fortuna.

Ugualmente benaugurante è la danza del Leone – anch'essa nata sotto gli Han – che se ben eseguita porta fortuna e felicità. Infine la danza dei tamburi il cui suono accompagna da sempre matrimoni, funerali, feste e in passato sacrifici. 

Ma al di là del folclore e delle tradizioni, gli appuntamenti organizzati dai due governi mirano non solo ad approfondire i rapporti culturali tra Italia e Cina, ma anche ad aprire ulteriori spazi di  collaborazione reciproca che interessano il settore economico. Ne sono convinti sia Perugini che l'ambasciatore Ding che hanno ricordato come dal 2006 – anno della cultura italiana in Cina – ad oggi l'interscambio tra i due Paesi si è raddoppiato, toccando l'anno scorso i 45,1 milioni di dollari. Una cifra che ha permesso al nostro Paese di superare la Francia e  diventare così il terzo partner commerciale del Dragone dopo la Germania e l'Olanda.

di Sonia Montrella

©Riproduzione riservata