AFGHANISTAN: DA CINA MEDIAZIONE PER LA PACE

di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 19 feb. - La Cina aiuterà il processo di pace in Afghanistan, come dichiarato dal ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, al suo arrivo a Islamabad la settimana scorsa, mentre  sul piano pratico l'ultimo progetto cinese nel Paese prevede la realizzazione di una centrale idroelettrica, nell'area di Kunar, tra le zone maggiormente segnate dagli scontri con i taliban. "La Cina - ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri, Hua Chunying, al termine della visita di Wang Yi in Pakistan - si è detta d'accordo nel sostegno a iniziative di rilievo per progetti, tra cui quello idroelettrico di Kunar e il rafforzamento della rete di connessione stradale e ferroviaria tra Afghanistan e Pakistan".

 

L'impianto da 1500 megawatt di energia era fino ad allora gestito interamente dal Pakistan, così come la realizzazione di un collegamento stradale tra Peshawar e Kabul e una rete ferroviaria tra la città pakistana di Chaman e Kandahar, in Afghanistan.

La promessa cinese di costruzione dell'impianto in Afghanistan non è ancora quantificabile in una cifra precisa, ma rappresenta un segnale dell'impegno di Pechino nel Paese, con cui condivide un confine di alcune decine di chilometri. "Sosterremo il governo afghano nell'impegno per la rconciliazione con le varie fazioni politiche, inclusi i talebani", aveva spiegato Wang Yi, durante la visita in Pakistan, affermando che "la Cina è pronta a giocare un ruolo costruttivo" nel processo di pace.

 

L'impegno cinese è parzialmente sostenuto anche dagli Stati Uniti, nonostante i dubbi di Washington per la crescita di influenza di Pechino in Asia centrale. "Stati Uniti e Cina sono d'accordo nel lavorare insieme per sostenere il governo afghano di unità nazionale - ha dichiarato in forma anonima un funzionario statunitense alla Reuters nei giorni scorsi - per assicurare all'Afghanistan di non essere mai più usato come un porto sicuro dai terroristi in futuro". La promessa cinese di impegnarsi in Afghanistan arriva a tre mesi dalla visita a Pechino del nuovo presidente afghano, Ashraf Ghani, che nell'incontro bilaterale con il presidente cinese Xi Jinping, non aveva prodotto risultati concreti sul ruolo della Cina nel futuro del Paese centro-asiatico.

Oltre alla comune preoccupazione per il terrorismo, Washington e Pechino sono pienamente attive nella realizzazione di progetti infrastrutturali in Asia centrale. Se il fondo da quaranta miliardi di dollari per lo sviluppo della nuova Via della Seta di marca cinese è già attivo, come confermato nei giorni sorsi dal governatore della People's Bank of China, Zhou Xiaochuan, il programma statunitense prevede progetti infrastrutturali lungo i paesi che si estendono su quella che un tempo era la via della Seta. L'iniziativa statunitense si compone di alcuni progetti maggiori che coinvolgono anche l'Afghanistan, come il progetto di rete di distribuzione di energia elettrica che dall'Asia centrale arriverà in Asia meridionale, o la Tapi, la condotta che unisce Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India: entrambi i progetti hanno già ottenuto l'approvazione della Asian Development Bank e della Banca Mondiale.


19 febbraio 2015

 

 

 

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