ACCUSE SICCITA', LA DIGA AL CONTRATTACCO

ACCUSE SICCITA',  LA DIGA AL CONTRATTACCO

Pechino, 20 giu. – "La Diga delle tre Gole ha portato enormi benefici alla società e all'economia in termini di controllo delle inondazioni, prevenzione della siccità, energia pulita e navigabilità". China Three Gorges Corporation passa al contrattacco ribaltando le accuse mosse di recente al progetto faraonico  – ultimato nel 2009 e costato 18 miliardi di dollari –  ritenuto responsabile di quella che è considerata la peggiore siccità degli ultimi 50 anni. Ad 'ospitare' la difesa della China Three Gorges Corporation la carta stampata e la televisione di stato cinese CCTV. Secondo quanto riferito dal presidente della Corporazione Cao Guangjing, la Diga, al contrario di quanto dichiarato dai critici, avrebbe protetto dalle alluvioni nel medio e basso corso del fiume Yangtze e alleviato la siccità. Cao, che cita uno studio condotto dalla stessa società, aggiunge poi che quest'anno il complesso idroelettrico più grande del mondo ha rilasciato oltre 20 miliardi di metri cubi di acqua per  placare l'aridità che ha messo in ginocchio le economie locali delle province dell'Hubei, Hunan, Jianxi e Anhui.

 

Già qualche settimana fa, sempre sulla base del "Rapporto sull'impatto ambientale del Progetto delle Tre Gole del fiume Azzurro", la China Three Gorges Dam aveva fornito un'analisi scientifica sulle questioni climatiche all'indomani dell'ultimazione della diga, giungendo alla conclusione che gli effetti del progetto su temperatura, umidità vento e nebbia nelle aree circostanti sono limitati a un raggio di non oltre 10 chilometri. A rendere anormale la circolazione atmosferica dallo scorso anno – aveva riferito Li Min responsabile del monitoraggio a lungo termine degli impatti sul clima del progetto – è invece il fenomeno de La Nina e il più debole sistema di alta pressione nella zona subtrobicale dell'Oceano Pacifico occidentale. "Non è giusto condannare la Diga delle Tre Gole per ogni evento atmosferico al di fuori della norma – aveva sostenuto qualche giorno prima Zheng Shouren, uno dei progettisti – "la siccità, anzi, sarebbe stata ancora più grave senza la diga". E sempre di recente Cao ha sottolineato che il progetto deve essere valutato secondo una prospettiva storica e che alcuni cambiamenti climatici dovuti alla costruzione della diga sono "l'inevitabile prezzo che la Cina deve pagare". "Niente al mondo è perfetto – aveva dichiarato Cao – la chiave è valutare i pro e i contro". E nella lista dei pro il presidente di China Three Gorges Corporation  ha inserito ieri l'apporto energetico garantito dalla Diga che solo lo scorso anno ha fornito 84,37 miliardi di kilowatt-ora di energia pulita.

 

Quanto al rispetto dell'ambiente, però, anche il Gabinetto cinese è sembrato avere alcune riserve: a  maggio, il Consiglio di Stato si è pronunciato su alcune misure di tutela ambientale da intraprendere nell'area incriminata allo scopo di "preservarne l'ambiente ecologico e promuovere la biodiversità". Proprio dal Gabinetto cinese è giunta infatti la prima autocritica ufficiale sul progetto, il quale – si legge nel comunicato rilasciato il 18 maggio scorso – è responsabile di aver "fortemente modificato" il microclima dell'area. Non solo. Da anni il progetto delle Tre Gole è al centro delle polemiche: sebbene sia considerata uno dei capolavori ingegneristici moderni, infatti, la costruzione della diga ha richiesto un enorme costo sociale in termini di famiglie e villaggi interi costretti all'evacuazione e di siti culturali e archeologici sommersi dalle acque.

 

E IN CINA E' ALLARME ALLUVIONI

 

Intanto, mentre i responsabili della Diga rifiutano il paradigma diga-siccità, in diverse province centrali e meridionali la secca ha ceduto il passo alle alluvioni che hanno fatto salire il termometro dello stato di allerta ai massimi livelli. "In sette province e nella municipalità di Chongqing, il pericolo di frane e alluvioni lungo il bacino del fiume Yangtze ha costretto oltre 555mila persone a lasciare le proprie abitazioni" riportava qualche giorno fa il China Daily. 'Epicentro' del disastro le regioni dello Anhui, Zhejiang, Jiangsu, Jiangxi, Hubei, Hunan, Sichuan, Guangdong e Guizhou alcune delle quali, in teoria, sotto l'ala protettiva della Diga delle Tre Gole.

 

Lo Zhejiang sembra essere la provincia più colpita: di oggi la notizia della rottura di due dighe che hanno inondato i villaggi e costretto alla fuga più di 120mila residenti. Danni anche all'economia e alle infrastrutture con più di 1.000 imprese costrette a sospendere la produzione, circa 400 strade rovinate e 171mila ettari coltivati sono andati distrutti. In totale, le perdite nella provincia toccano i 5 miliardi di yuan (circa 500 milioni di euro). Secondo le statistiche rilasciate dal dipartimento di Agricoltura dello Zhejiang, la produzione di vegetali è calata di circa il 20% puntando verso l'alto il prezzo di frutta, verdura, e cereali. Al mercato alimentare Wanshouting  di Hangzhou, la capitale della provincia, i prezzi dei vegetali sono aumentati in media del 40%. "La forte pioggia ha rovinato gran parte del terreno coltivabile che si traduce in un forte aumento dei prezzi dei generi alimentari, che probabilmente si protrarrà ancora per circa due settimane" ha annunciato, Jin Changlin, un funzionario del dipartimento agricolo dello Zhejiang.

 

Gravemente colpite anche le altre province: domenica nella città di Wuxi nel Jiangsu, 16 lavoratori hanno perso la vita sotto le macerie di una casa, sei sono ricoverati in ospedale mentre 10 risultano ancora dispersi. Disagi anche a Shanghai dove da mezzogiorno di sabato la pioggia intensa ha causato ritardi e cancellazioni per circa 300 voli in partenza dagli aeroporti di Pudong e Hongqiao. Nella provincia dell'Hubei, sono state colpite 31 contee con un totale di 3 milioni di residenti. Elevati i danni alle abitazioni: circa 2.194 sono le case crollate e più di 5.000 quelle danneggiate. Anche  44 contee della provincia del Jiangxi hanno subito le pesanti piogge di sabato e domenica.

 

E mentre sale a 170 il bilancio delle vittime delle calamità naturali che hanno messo in ginocchio le zone meridionali della Cina, dall'osservatorio meteorologico nessuna tregua in vista: nei prossimi giorni le piogge continueranno a colpire lo Zhejiang, il Jiangxi, l'Anhui, lo Yunnan e  la provincia di Hainan.

 

di Sonia Montrella

ha collaborato Simona Sinno

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