ACCUSA FORMALIZZATA, PROCESSO A FINE MESE

ACCUSA FORMALIZZATA,  PROCESSO A FINE MESE

Pechino, 11 feb. - A sei mesi dall'arresto, le autorità cinesi hanno incriminato i quattro dipendenti del colosso minerario angloaustraliano Rio Tinto: i dirigenti verranno processati dal Tribunale Intermedio n.1 di Shanghai, presumibilmente a fine mese e a porte chiuse, per corruzione e furto di segreti industriali. Si tratta di un'ipotesi di reato più lieve rispetto a quella di furto di segreti di Stato avanzata precedentemente ma, se giudicati colpevoli, i quattro rischiano comunque fino a sette anni di carcere per l'accusa di spionaggio industriale e fino a vent'anni per quella di corruzione: "Siamo molto preoccupati per la natura di queste accuse - hanno dichiarato i vertici Rio Tinto in una nota - ma il processo è ancora in corso e altri commenti sarebbero inappropriati". Nel corso di una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri Ma Zhaoxu ha dichiarato che "il processo si svolgerà secondo la legge e secondo gli appropriati regolamenti internazionali" e ha puntualizzato che gl'imputati "sono pienamente garantiti". I quattro dirigenti, i cinesi Wang Yong, Liu Caikui and Ge Minqiang, e il cittadino australiano Stern Hu, erano stati arrestati nel luglio scorso; secondo l'accusa avrebbero ricevuto tangenti "per un importo enorme" e ottenuto segreti industriali "con mezzi illeciti, causando gravi conseguenze alle altre compagnie".  L'arresto è solo l'ultimo capitolo di una lunga, travagliata relazione tra il colosso del settore minerario e la Cina. L 'accesso ai metalli grezzi della multinazionale di Camberra è vitale per lo sviluppo del Dragone: un tentativo di acquisizione della Rio Tinto da parte di Chinalco, gigante cinese del siderurgico, si era concluso con un fallimento nel giugno scorso, soprattutto a causa delle opposizioni australiane. L'arresto dei quattro executive, inoltre, era avvenuto proprio qualche settimana dopo il naufragio dei negoziati tra Pechino e le tre compagnie minerarie leader nel mondo - Rio Tinto, BHP Billiton e Vale - per fissare un nuovo prezzo sulle forniture di lungo periodo di minerale di ferro. Le trattative tra Rio Tinto e Cina erano state nuovamente sospese nel settembre scorso. In luglio, un ex negoziatore della Vale SA (compagnia brasiliana del settore minerario) intervistato dal Wall Street Journal aveva definito l'arresto un "elemento di pressione" nelle negoziazioni sulle commodities, da lui definite una "complessa, gigantesca partita a scacchi". Il governo cinese ha sempre smentito con forza qualsiasi collegamento tra la detenzione dei quattro dirigenti e le negoziazioni sui prezzi del minerale di ferro.