A Shanghai le prove per Milano

ROMA
Una prova generale per Milano 2015. Parte da Shanghai lo scatto finale per il successo dell'appuntamento italiano, dal padiglione delle eccellenze dell'Italia, che vuole aprire un nuova fase di partnership privilegiata con la Cina. Nell'Expo Shanghai 2010, che si aprirà i battenti il 1° maggio (e resterà aperta fino al 31 ottobre), l'Italia vuole entrare da protagonista con la sua arte, la cultura, la tradizione, la capacità imprenditoriale e la forza della sua innovazione tecnologica.
«Sarà la più grande missione italiana in Cina dopo quella di Marco Polo...», ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta che, ieri a Palazzo Chigi, ha presentato il padiglione italiano insieme al ministro degli Esteri, Franco Frattini, e al commissario generale del governo per l'Expo cinese, Beniamino Quintieri.
«Il nostro obiettivo strategico è di portare più Italia in Cina», iniziando proprio dall'Expo, e «più Cina in Italia», grazie all'Anno della Cina che sarà inaugurato in autunno, ha aggiunto Frattini. Inoltre «la Cina - ha aggiunto il titolare della Farnesina - é un Paese leader nelle tecnologie verdi alle quali tutto il mondo é interessato. É il primo Paese al mondo nella produzione di pannelli solari».
Uno spazio, quello italiano, di oltre 7mila metri quadri, tra i maggiori assegnati ai 260 partecipanti, e il padiglione che farà da scenografia al meglio del Made in Italy, ha già ottenuto un riconoscimento: il premio per la migliore struttura in acciaio costruita a Shanghai nel 2009 e fatta, ha sottolineato Quintieri, «interamente con materiali italiani». La rilevanza delle relazioni con la Cina è testimoniata anche dal fatto che in autunno inizierà l'anno della cultura cinese in Italia e si celebreranno i 400 anni dalla morte del gesuita Matteo Ricci, simbolo planetario dell'apertura occidentale verso l'oriente.
Nel corso dei sei mesi di esposizione gli organizzatori cinesi prevedono un'affluenza di circa 70 milioni di visitatori con una media giornaliera di 600mila persone. Per il padiglione italiano sono previsti dai 20 ai 30mila visitatori al giorno, ha sottolineato Quintieri: la giornata clou sarà il 2 giugno, festa della Repubblica, ed è atteso il via libera per poter presentare per la prima volta in Asia due quadri del Caravaggio.
Ma è al gigante asiatico come protagonista della politica globale che il governo italiano guarda con rinnovato interesse: «La Cina è un attore politico leader del mondo e non solo economico» senza il quale non si risolvono i problemi del nucleare iraniano e della lotta alla non proliferazione nucleare o quelli legati alla stabilizzazione dell'Afghanistan e del Pakistan, oltre che per il futuro dell'Africa, ha aggiunto Frattini.
Eppoi un richiamo al forte dibattito attorno al tema monetario, al centro del confronto tra Pechino e Washigton: «Ci auguriamo che autonomamente la Cina arrivi alla decisione di rivalutare lo Yuan - ha detto il ministro degli Esteri - sarebbe - un contributo alla stabilità della finanza internazionale» e un contributo alla «ripresa dei prossimi mesi e a una prospettiva di crescita».
Ca.Mar.
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09/04/2010