A Parigi tappeto rosso per Hu

PARIGI. Dal nostro corrispondente
Se in Europa non si può decidere nulla senza l'accordo Parigi-Berlino, come hanno più volte dichiarato Nicolas Sarkozy e Angela Merkel (e come si è visto chiaramente in occasione del vertice bilaterale di Deauville), l'Eliseo si è arreso all'idea che nel mondo non si può fare nulla senza avere ottime relazioni con Pechino. Probabilmente il presidente francese non la pensava esattamente così quando, poco meno di due anni fa, incontrò a Danzica il Dalai Lama, scatenando l'ira della Cina.
Da allora molte cose sono cambiate. Ci sono state le pressioni del mondo economico francese, che si era visto congelare contratti miliardari. Il G-20, di cui la Francia sta per assumere la presidenza, ha ormai preso il posto del G-8. E la Cina è sempre più il centro del nostro universo.
Lo si è visto ieri, nel primo giorno della visita del presidente Hu Jintao: straordinaria accoglienza a Orly da parte della coppia Nicolas-Carla, onori militari agli Invalidi, corteo della guardia presidenziale in moto e a cavallo, il centro della capitale bloccato, elicotteri e polizia ovunque. Due ore di colloqui ieri pomeriggio, nella giornata dedicata soprattutto alla parte commerciale della visita. Tre ore oggi a Nizza, scelta per soddisfare l'ospite che voleva assolutamente recarsi in Costa Azzurra, seguite da una cena di lavoro, nella giornata consacrata ai grandi temi internazionali.
All'Eliseo sono stati firmati venti accordi per oltre 15 miliardi. La lista dei principali è aperta da Airbus, che nel giorno nerissimo del guasto a un A380 della Qantas, ha venduto 102 aerei (50 A320, 42 A330 e 10 A350) a tre compagnie (Air China, China Eastern e China Southern). Areva, dal canto suo, si è accordata con il gruppo Cncc per la costruzione di un impianto di trattamento del combustibile nucleare esausto. Oltre alla fornitura, sempre a Cncc, di 20mila tonnellate di uranio per dieci anni. Total investirà 2,5 miliardi nella realizzazione, in partnership con China Power Investment, di un sito per la trasformazione di carbone in prodotti petrolchimici. Alcatel-Lucent, infine, ha siglato tre intese per oltre un miliardo. Pechino ha inoltre annunciato l'obiettivo di raddoppiare in cinque anni l'interscambio tra i due paesi, passando da 40 a 80 miliardi di dollari.
Nella prima visita all'estero del presidente cinese dopo il Nobel per la pace al dissidente Liu Xiaobo, i diritti umani non erano all'ordine del giorno. La vice ministro degli Esteri Fu Ying, incaricata della comunicazione ai giornalisti in assenza di conferenze stampa, è stata lapidaria: «Non è un argomento da affrontare tra Francia e Cina. Liu ha violato la legge ed è stato condannato». L'Eliseo si è ben guardato nei giorni scorsi dall'intervenire sull'argomento. E ieri c'era uno stridente contrasto tra la pompa con cui è stato accolto Hu e le 300 persone che nei pressi della Tour Eiffel chiedevano la liberazione di Xiaobo.
Il tema forte di oggi a Nizza è la governance globale. Sarkozy ha chiarito che a suo parere non c'è una responsabilità di Pechino nella cosiddetta "guerra delle monete", che lo yuan non è sottovalutato e che il problema principale delle tensioni valutarie è la creazione di liquidità da parte degli Stati Uniti. Musica per le orecchie di Hu Jintao. Che un primo sostegno ufficiale ai progetti riformatori del presidente francese l'ha già dato con il comunicato congiunto diffuso ieri sera: «Francia e Cina ritengono che il G-20, forum principale della cooperazione economica internazionale, debba rifondare il sistema finanziario internazionale su basi più sane e più solide. Credono che sia interesse di tutti i paesi del mondo adottare politiche macroeconomiche coordinate, stabili e coerenti nel tempo, far avanzare la riforma del sistema monetario e finanziario internazionale e lottare contro l'eccessiva volatilità dei prezzi delle materie prime».
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A pagina 45
A terra gli A380 della Qantas

05/11/2010