« Una carta per il made in Italy»

MILANO
CeSIF, il Centro studi per l'impresa Fondazione Italia Cina, l'aveva sottolineato nel rapporto «Cina nel 2010 - scenari e prospettive» appena presentato in Confindustria: i margini per gli arrivi di investimenti cinesi in Italia ci sono, però bisogna darsi da fare, privilegiando l'arma della formazione.
Abbiamo chiesto a Thomas Rosenthal, che del Centro studi è il responsabile, di raccontarci la genesi di questa insolita missione.
Come mai avete pensato di organizzare un giro in Italia di manager cinesi così giovani e motivati?
La Fondazione da anni ha stabilito un ottimo rapporto di collaborazione con Ceibs, ci sono diverse linee di contatto e azioni, tra queste anche il Luxury brand forum organizzato in Spagna e a Shanghai che ci permette di mostrare a tutto il mondo il meglio del made in Italy.
E quindi?
Ci è sembrato importante utilizzare il valore aggiunto di questo accordo stimolando lo scambio di esperienze e di contatti.
Come vi siete mossi, in concreto?
All'interno di Ceibs che, voglio ricordarlo, è una scuola di business giovane ma già molto prestigiosa, abbiamo mandato attraverso l'associazione degli ex alunni, un messaggio molto semplice, chiedendo chi fosse interessato a viaggiare in Italia per conoscere il nostro sistema economico.
Com'è andata, alla fine?
Benissimo: abbiamo raccolto le adesioni di un gruppo ristretto molto motivato, una quarantina di giovani che in questi giorni da Milano a Bologna a Modena viaggiando per mezza Italia avranno modo di apprezzare il nostro paese ma anche di stabilire ottimi rapporti di business in futuro.
Una scommessa bella e buona o un rischio calcolato?
Bella domanda. A giudicare dalla tipologia dei nostri ospiti credo che la cosa funzionerà soprattutto perchè creerà un buon precedente.
R.Fa.

10/05/2010