### Rating: rivoluzione possibile, si chiama Dagong-FOCUS -3-


Cosa deve cambiare? Un mercato e' un mercato

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 12 ago - Il problema
principale legato alle Big Three agenzie di rating (S&P's,
Moody's e Fitch) e' proprio che sono solamente tre. Le
istituzioni di tutto il mondo sembrano aver dimenticato che
il mercato dei rating, per quanto di natura particolare, e'
comunque un "mercato". Le basi della teoria economica
insegnano che quando in un mercato i produttori sono pochi,
questi si appropriano di valore che in un contesto
competitivo andrebbe ai consumatori. In una situazione di
oligopolio il prezzo del bene o servizio fornito eccede
quanto l'utilizzatore sarebbe normalmente disposto a pagare
per l'utilita' reale che quel prodotto o servizio gli
conferisce. Cio' significa che i consumatori pagano troppo
per il livello di qualita' ricevuto o, guardando la cosa da
una prospettiva diversa, ricevono un livello di qualita'
eccessivamente basso rispetto al prezzo pagato. Secondo la
teoria classica, inoltre, in tale processo, parte del valore
potenziale e' inevitabilmente distrutta, generando una
perdita per l'intero ecosistema. Queste considerazioni sono
perfettamente applicabili al mercato del rating odierno, ma
con una fondamentale, drammatica complicazione. I rating sul
debito sovrano delle nazioni, infatti, hanno cruciali
implicazioni di natura politica, oltre che economica. In un
panorama in cui il privilegio di fare profezie e' diritto
esclusivo di tre entita' titaniche, il potenziale per
conflitti di interesse e' enorme e l'attendibilita' delle
valutazioni emesse e' discutibile per definizione.
Governi e organi politici internazionali dovrebbero
ricordare che un mercato e' pur sempre un mercato. Per coloro
che auspicano la continuazione di un sistema basato
sull'economia di mercato, questo significa che, per
funzionare correttamente, un mercato deve essere
competitivo. Perpetuare l'attuale dipendenza sulle Big Three
non e' ne' auspicabile, ne' sostenibile. Il regno delle agenzie
dovrebbe essere caratterizzato da un ventaglio piu' ampio di
opinioni e prospettive, cosicche' lo spettro della supremazia
delle influenze politiche su un'analisi economica imparziale
possa essere esorcizzato. Per questo motivo, l'ingresso di
nuovi attori nei mercati del rating occidentali dovrebbe
essere incoraggiato attivamente. Nuove voci, come quella di
Dagong, per quanto il suo verdetto si sia rivelato doloroso
negli eventi dei giorni scorsi, dovrebbero essere accolte da
Unione Europea e Stati Uniti come la terapia ottimale per i
mali del mondo del rating. Un numero maggiore di agenzie, e
una piu' intensa competizione tra di esse, e', quasi
paradossalmente, l'unica arma con cui poter vincere la
battaglia per rating veramente "indipendenti" e "credibili".
Col

(RADIOCOR) 12-08-11 18:13:06 (0263)FE,ASIA,CINA 5 NNNN