"PROBABILI NUOVI AUMENTI DEI TASSI D'INTERESSE"

Pechino, 6 apr.- Il giorno dopo l'aumento dei tassi d'interesse deciso ieri dalla Banca centrale di Pechino si valutano le reazioni dei mercati, mentre analisti e commentatori sostengono che la manovra non sarà sufficiente a contenere l'ondata di inflazione che colpisce da mesi la Cina.  Ieri People's Bank of China ha annunciato un rialzo di 25 punti base, effettivo da oggi: i tassi sui depositi vengono così portati a quota 3.25% mentre quelli sui prestiti toccano quota 6.31%.

 

Con il quarto aumento dei tassi d'interesse nel giro di sei mesi, Pechino tenta di di drenare l'eccesso di liquidità in circolazione nel sistema e ridurre così la corsa dell'inflazione, che sta continuando a galoppare nonostante le numerose misure adottate: a febbraio l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 4.9%, cifra identica a quella di gennaio, ben al di là della soglia del 4% entro la quale il governo intende mantenerlo per il 2011.

 

I dati sull'inflazione del mese di marzo saranno diffusi il 15 aprile prossimo, ma oggi il China Securities Journal - il più importante quotidiano economico cinese - è tornato a sostenere che l'indice sui prezzi al consumo del mese scorso potrebbe attestarsi nuovamente su alti livelli e che il costo della vita continuerà a salire per il resto dell'anno: "Stime sui mercati indicano che a marzo l'indice dei prezzi al consumo potrebbe toccare un aumento del 5.2%, il livello più altro degli ultimi 32 mesi - si legge nell'editoriale di oggi - e che nel primo trimestre l'economia cinese potrebbe essere cresciuta del 9.5%, segno che i timori di un impatto negativo dell'aumento dei tassi d'interesse sulla politica economica è infondato".

 

"È improbabile che le politiche monetarie saranno rilassate nel secondo trimestre e anche in un orizzonte di tempo più ampio - prosegue il China Securities Journal - dato che l'indice dei prezzi al consumo potrebbe facilmente crescere con ritmi del 5% e addirittura toccare il 6% nel secondo trimestre. La Cina potrebbe consentire un apprezzamento dello yuan  superiore al 5% varare nuove misure per aumentare i coefficienti di riserva obbligatoria delle banche".

 

La lotta all'inflazione - che nel suo discorso di apertura all'Assemblea Nazionale del Popolo il premier Wen Jiabao ha definito "la priorità del governo per il 2011"- prosegue. Pechino si sente a disagio con un'economia che l'anno scorso è uscita brillantemente dalla crisi con una crescita del 10.3%, ma nella quale i divari tra ricchi e poveri si fanno sempre più marcati, i generi alimentari sempre più costosi, e acquistare una casa di proprietà è diventato ormai un miraggio anche per la classe media.

 

Ma anche se i dati ufficiali indicano rincari allarmanti per talune fasce di prodotti - con alcuni generi alimentari il cui prezzo cresce del 10% anno su anno - la corsa dell'inflazione potrebbe essere ancora più accelerata di come la si dipinge: il rapporto Outlook 2011 pubblicato oggi da Asian Development Bank indica infatti che nonostante i cambiamenti adottati all'inizio dell'anno dall'Ufficio Nazionale di Statistica, difficilmente l'indice dei prezzi al consumo ufficiale fotografa l'esatta realtà della situazione. "Le statistiche cinesi mostrano un indice che cresce più lentamente rispetto a quanto sta accadendo realmente - si legge nel rapporto - perché la sua composizione non è stata sufficientemente aggiornata agli attuali standard di consumo".

 

di Antonio Talia

Ascolta qui l'intervista di AgiChina24 su Radio Radicale a Giuliano Noci.

DOSSIER INFLAZIONE

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