"PER IL RICONOSCIMENTO ECONOMIA DI MERCATO"

"PER IL RICONOSCIMENTO ECONOMIA DI MERCATO"

Appuntamento a Praga: quando mercoledì prossimo il premier cinese Wen Jiabao incontrerà il presidente della Commissione Europea José Barroso, l'undicesimo Summit Ue-Cina potrebbe segnare una nuova fase nei rapporti economici tra l'Europa e il Dragone. Yao Jian, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, ha reso noto che la Cina chiederà ancora una volta il riconoscimento dello status di economia di mercato: sarà la volta buona? Quello per l'ottenimento del Market Economy Status (MES) è un cavallo di battaglia della diplomazia cinese dai tempi dell'ingresso della Cina nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, nel 2001. L'ingresso ha vincolato il colosso asiatico all'adozione di tutta una serie di complesse misure economiche e prevede la facoltà per tutti i paesi OMC di trattare la Cina come un'economia di stato fino al 2015. Che cosa implica questa facoltà? Nonostante la dicitura altisonante, lo status di economia di mercato ha a che vedere principalmente con le procedure anti-dumping. Quando un'economia non di mercato come la Cina viene sospettata di esportare beni a prezzi inferiori al costo di produzione o a quelli praticati sul mercato nazionale, le autorità inquirenti calcolano il margine di dumping (differenza tra prezzo equo e prezzo di dumping) basandosi non già sui prezzi del paese oggetto dell'indagine, ma su quelli rilevati in una nazione dalle condizioni economiche simili alla quale sia stato però concesso il MES: uno dei casi più celebri, ad esempio, è quello che vide l'Unione Europea applicare alle biciclette provenienti dalla Cina i criteri su prezzi e produzione  utilizzati in Messico. Il mancato riconoscimento del MES, quindi, porrebbe le società cinesi in una posizione di svantaggio, peraltro spesso minimizzata dal Parlamento Europeo. Bruxelles aveva già rimandato al mittente le richieste di Pechino nel 2004, mentre nel 2006 una domanda individuale avanzata dalle imprese cinesi del settore calzature era stata rifiutata. Oggi, però, a causa della crisi globale la situazione internazionale è profondamente mutata: il summit UE-Cina di Praga sarà ricordato come un punto di svolta?