### Pechino conta sulla domanda interna per puntellare l'economia - TACCUINO DA SHANGHAI


di Jeff Zhou e Andy Wu *

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 ott - Raffredda i
motori l'economia cinese, che ha subito un rallentamento per
quattro trimestri consecutivi, passando dal 9,8% nel quarto
trimestre 2010 al 9,1% nel terzo trimestre 2011. Secondo il
Fondo monetario, il tasso di espansione del Pil della Cina
si attestera' tra il 9 e il 9,5% nel periodo 2011-2012
(contro il 10,5% registrato nell'arco 2000-07), a causa
delle politiche monetarie restrittive e dell'anemica domanda
occidentale. Mentre Europa, Stati Uniti e Giappone sono alle
prese con il possibile spettro di una nuova recessione, il
tasso di crescita dell'export cinese ha subito una
contrazione di oltre il 7% dall'inizio del 2011 e dovrebbe
attestarsi al 19% alla fine dell'anno. Gli investimenti
rimangono fondamentali: nei primi tre trimestri, nuovi
investimenti hanno generato il 53,19% della crescita del
Pil, superando i consumi. Il dodicesimo Piano Quinquennale
(2011-2015) e' ricco di propositi volti a supportare la
domanda interna e a diminuire la dipendenza da esportazioni
e investimenti. La situazione attuale, tuttavia, appare
pressoche' immutata. La proporzione dei consumi all'interno
del Pil e' diminuita dal 45% nel 1990 al 33% nel 2010.
Malgrado una flebile ripresa nel terzo trimestre 2011, la
domanda interna e' ancora relativamente debole, con il
reddito individuale che fa fatica a stare al passo con
l'inflazione. Questa, dopo aver raggiunto un picco triennale
in luglio (+6,5%), si e' attestato in settembre a +6,1%. La
PBoC ha continuato a imporre una politica monetaria
restrittiva, alzando i tassi di riferimento a 3,5%
(depositi) e 6,56% (prestiti) e fissando le riserve minime
di capitale delle banche al 21,5%. Il CPI dovrebbe scendere
a +4,8% nell'ultimo trimestre, traducendosi in un dato
annuale di +5,5%, ben superiore al target prefissato di +
4%. Attualmente, non ci sono segni che le autorita' cinesi
stiano considerando un rilassamento delle politiche
monetarie prima di fine anno. Per quanto riguarda le
pressioni per salvaguardia dell'ambiente e il risparmio
energetico, il Consiglio di Stato ha abbassato il target per
la crescita economica annua dal 7,5% al 7% e richiesto una
riduzione di consumi energetici del 16% del PIL entro il
2015. Il 60% delle province, tuttavia, sta incontrando serie
difficolta' nel rispettare il target per il 2011 (-3,5%).
Entro il 2015, l'output dei settori volti alla salvaguardia
ambientale potrebbe costituire il 7% del Pil nazionale.
Sotto il profilo dell'impatto sui vari settori, il governo
cinese intende velocizzare lo sviluppo delle sette industrie
strategiche (salvaguardia ambientale e risparmio energetico,
informazione innovativa, biologia, energie innovative,
automobili ad energie alternative, produzione macchinari
alta gamma e materiali innovativi) al fine di stimolare la
transizione ad un modello economico piu' sostenibile. Solo
imprese appartenenti a tali settori saranno abilitate alla
quotazione in borsa sul ChiNext. I settori inquinanti e
quelli con alti consumi energetici saranno estensivamente
regolamentati. L'immobiliare e le infrastrutture
incontreranno delle difficolta', cosi' come le industrie
manifatturiere tradizionali caratterizzate da investimenti
importanti in immobilizzazioni materiali e circolante.

* Mandarin Capital Partners



(RADIOCOR) 28-10-11 16:48:49 (0331)news,FE,CINA,ASIA 5 NNNN