« Nel Far East crescita vicina al 9 per cento»

L'Asia locomotiva dell'economia mondiale anche nel 2010. La Banca mondiale ieri ha alzato le previsioni sul Pil dell'Asia orientale portandolo dalla stima diffusa a novembre del +7,8% a +8,7 per cento. Nel 2009, la crescità dell'area è stata pari al 7%, ma senza la Cina il progresso del Pil si sarebbe ridotto all'1,3% mentre nel 2008, sempre senza l'apporto di Pechino, era aumentata del 4,7%, spiega il rapporto della Banca Mondiale. Prospettive rosee grazie anche alla risposta data da Pechino alla crisi economica: lo scorso anno la Cina ha varato una manovra prociclica di oltre 500 miliardi di dollari. «Grazie alla Cina, la produzione, le esportazioni e l'occupazione in Asia sono ritornate ai lvelli pre-crisi», scrive la Banca Mondiale.
Vikram Nehru, capo economista della Banca Mondiale per l'Asia-Pacifico ha invitato i politici locali a «non far cessare troppo bruscamente gli stimoli fiscali e a proseguire sulla strada delle riforme strutturali, unica via per garantire una crescita nel lungo termine».
Quanto alla Cina, la Banca mondiale suggerisce di ribilanciare l'economia dando un ruolo maggiore al settore dei servizi, incrementando i consumi interni e riducendo il peso dell'export, oggi preponderante.

08/04/2010