« Meglio Asia e America Latina»

«Le nubi all'orizzonte sono ancora tante e quindi serve un'estrema cautela, come per tutte le asset class molto volatili. L'opportunità dei mercati emergenti, che resta interessante per chi ha un orizzonte temporale lungo e una buona "sopportazione" del rischio, va gestita con molta selettività dagli investitori più conservatori», spiega Nicola Maino, gestore di Euromobiliare Am Sgr. «Anche perchè – aggiunge – vi sono alcune aree geografiche dalle quali è meglio stare lontani e altre meno problematiche».
Andiamo per ordine. Quali sono le prospettive per gli emerging dell'Est Europa?
Problematiche. La situazione è ancora molto critica, perchè lo stato dei conti pubblici non è esaltante e pone molti interrogativi rispetto alla possibilità di default per alcuni Paesi e di deprezzamento valutario per le divise più deboli (rischio che peserebbe sui compratori di carta finanziaria di quelle nazioni). Problemi di sostenibilità, che potrebbero coinvolgere anche imprese quotate. Quindi, se sul lungo periodo l'atteggiamento è diverso, nel breve è meglio evitare questa area. Anche perchè, nel caso di crisi di un singolo Paese, sarebbe molto probabile un effetto contagio generalizzato.
E invece, per quanto riguarda gli emergenti di Asia e America Latina?
Qui, in senso generale, la situazione è migliore. Anche sotto il profilo dei conti pubblici, il che consente di sviluppare politiche di sostegno per limitare gli effetti dell'impatto della crisi. Lo hanno fatto molti Paesi, a partire dalla Cina.
A proposito, il mercato azionario cinese è – nel mondo – quello che da inizio anno ha fatto meglio, con un incremento del 10% circa. Come mai?
Beh, non ci farei sopra grandi ragionamenti, ha poco senso guardare a performance su un periodo di tempo così breve. La Borsa cinese, come tutte le piazze emergenti, è molto volatile, comprarla sul rialzo di 20 giorni espone a grandi rischi. L'approccio può essere solo di medio-lungo periodo.
Resta il fatto che gli emergenti asiatici, pur coinvolti nella crisi, si stanno difendendo abbastanza bene...
Sì, perchè quelle nazioni hanno le risorse per sostenere la domanda interna e quindi passare da un modello basato sull'export a uno centrato sui consumi domestici. La scelta migliore, per chi vuole avvicinarsi a quelle Borse, è cercare titoli di aziende esposte sul mercato interno. Nei prossimi anni dovrebbero fare meglio.
Un tema "forte", negli ultimi anni, è stato quello dei Bric (Brasile, Russia, India e Cina), Paesi a forte crescita che hanno dato grandi soddisfazioni. È ancora valido?
Più che sui Bric punterei sui Bic. Nel senso che la Russia ha molti problemi di finanza pubblica, è indebitata e i suoi conti non sono in ordine. Quindi i rischi, considerando anche la possibilità di ulteriori svalutazioni del rublo, non sono pochi. Invece il Brasile, per esempio, ha il bilancio federale a posto e negli ultimi anni il suo sistema industriale si è fortemente ristrutturato. Anche l'India è molto interessante, perchè ha una politica monetaria espansiva e una forte richiesta di infrastrutture. Mentre la Cina, pur in rallentamento rispetto agli ultimi anni, continuerà a svilupparsi a ritmi elevati.

26/01/2009