« La Cina può essere un'alleata»

Mario Boselli, presidente della Camera della moda, è appena tornato da Pechino, dove ha siglato un accordo con i suoi omologhi cinesi, che potrebbe sancire l'ingresso in una nuova era delle relazioni tra Italia e Cina per quanto riguarda il tessile-abbigliamento. Da una fase di diffidenza, a volte paura, soprattutto da parte italiana, si entra in una di alleanza e collaborazione.
Cosa l'ha spinta a cercare un accordo con i cinesi?
Ho pensato di puntare sul fatto che Cina e Italia sono i "sarti del mondo". Noi siamo leader nel medio e alto di gamma, loro nel resto. Noi abbiamo un'intera filiera del tessile-abbigliamento di eccellenza, probabilmente siamo l'unico Paese ad averla conservato. Tant'è vero che anche i francesi vengono a produrre in Italia le loro linee di lusso. La Cina può essere un grande mercato di sbocco non solo per i prodotti di lusso, ma per i tessuti italiani di alta gamma, perché gli stilisti cinesi, che crescono rapidamente, cercano l'eccellenza delle materia prime. E sanno di poterla trovare solo da noi.
Chi è il vostro interlocutore privilegiato in Cina?
L'importanza dell'accordo sta proprio nel fatto che il firmatario è la China Fashion Association, presieduta da Pauline Su. Si tratta dell'associazione che organizza la China Fashion Week ed è l'unica ad avere una valenza autenticamente nazionale. Uno dei problemi riscontrati negli anni scorsi era stato la molteplicità di interlocutori, perché ci sono molte "camere della moda" altrettante settimane della moda sparse per quel gigantesco Paese che è la Cina. Per questo era importante rafforzare la partnership con quella veramente rappresentativa.
Cosa prevede l'accordo, oltre al rafforzamento di una comune visione strategica?
Realizzeremo incontri periodici per monitorare l'andamento dei mercati e incentivare la cooperazione nell'ambito della formazione professionale e culturale, anche attraverso lo scambio di dati economici e di informazioni utili per promuovere investimenti strategici e sviluppare il business.
Organizzerete anche eventi speciali?
Nel marzo 2012, come Camera della moda, parteciperemo a Chic, enorme fiera della moda di Pechino, e quasi sicuramente riusciremo a organizzare una sfilata in piazza Tiennamen.
Lunedì, un giorno prima del Salone del mobile, inizia Milano moda design, il calendario fashion della settimana del design, che prevede 51 eventi e otto presentazioni di home collection. Cosa risponde a chi dice che le settimane della moda dovrebbero assomigliare a quella del mobile?
Siamo molto contenti di Milano moda design, che a ogni edizione si arricchisce di nuovi marchi. Del resto non è una novità che gli stilisti applichino la loro creatività al mondo della casa, come Camera della moda abbiamo solo cercato di organizzare gli eventi, anche per facilitare gli operatori che vengono in città per seguire il design. Ma confrontare la settimana del mobile con le sfilate non ha molto senso: la prima si tiene una volta solo all'anno, le fashion week sono quattro, due per la donna e due per l'uomo. Se sommassimo tutti gli eventi di Milano moda donna e Milano moda uomo probabilmente supereremmo Salone e Fuorisalone. Ma non deve esserci competizione o, peggio, gara per decidere chi è migliore. Diamo tutti il nostro contributo per dare energia, anche economica, alla città e per confermare che Milano resta la capitale mondiale della moda e del design.
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09/04/2011