'INDICI VERDI' PER IL NUOVO PIANO QUINQUENNALE

Nanchino, 4 lug. - La Cina sta pensando di adottare degliindici ambientali come metro di giudizio per la valutazionedell'operato dei governi locali e dei funzionari. Il nuovocriterio di valutazione rientra nel tentativo del Paese dipassare da una "modalita' di sviluppo" a una "verde" ed e'stata proposta nella bozza del Dodicesimo Piano quinquennale(2011-2015) sul quale il governo sta attualmente lavorando. Labozza dovra' essere rivista e si prevede verra' approvata nelmarzo 2011 dall'Assemblea Nazionale del Popolo (ANP). "Questovuol dire - ha commentato Hu Angang, uno dei massimi policyadvisor del Paese e economista di spicco dell'Universita'Qinghua di Pechino - che i governi locali, piu' checoncentrarsi unicamente sulla crescita del Pil, dovrannomettere in atto delle misure piu' efficaci per migliorare leindustrie, risparmiare energia e tagliare le emissioni". Si e'discusso a lungo della questione nella due giorni di forumtematico dello Shanghai World Expo a Nanchino, capitaleprovinciale del Jiangsu. L'indice attualmente piu' importanteper la valutazione di governi e funzionari e' il Pil e perquesto motivo molti tendono a trascurare i fattori ambientaliper concentrarsi sulla crescita economica. "Il Dodicesimo Pianoquinquennale - continua Hu, che e' stato anche membro delgruppo di ricerca per l'elaborazione del Decimo, Undicesimo eDodicesimo Piano - non sara' soltanto il primo piano nazionalecinese per il "green development" ma anche uno storico punto dipartenza per il cammino che il Paese sta intraprendendo versouna modernizzazione verde". "Nella bozza corrente - ha aggiuntol'economista - ci sono 24 indici di valutazione relativi algreen development, cioe' piu' della meta' del totale, cheammonta a 47". Il ministro della Tutela Ambientale, ZhouShengxian, anch'egli intervenuto al forum, ha dichiarato che"la Cina e' sotto una pressione senza precedenti, sia dal puntodi vista dello sviluppo economico che da quello della tutelaambientale col suo 1,3 miliardi di abitanti. Il vecchio modellodi crescita, basato sull'inquinamento e portato avanti negliultimi 300 anni dai paesi sviluppati, non e' applicabile inCina, e la Cina non puo' permettersi le perdite causate da unmodello di sviluppo simile". A seguito della crisi finanziariaglobale del 2008, il Programma delle Nazioni Unite perl'Ambiente ha fatto appello affinche' venga sviluppata la'green economy' e in molti paesi e' stata avviata una 'ripresaverde' attraverso le nuove energie, la tutela ambientale el'economia del riciclo. Nel piano di stimolo economico di 4milamiliardi di yuan (400 miliardi di euro) varato dal governocinese, i fondi per il risparmio energetico, le riduzioni dicarbone e le costruzioni ecologiche hanno raggiunto i 210miliardi di yuan (21 miliardi di euro). Aggiunti ai 37 miliardidi euro provenienti dai fondi per l'innovazione, laristrutturazione e la lotta contro i cambiamenti climatici,l'investimento nel 'verde' costituisce il 14,5 percento delpiano di stimolo e indica come il governo stia sposando ipropri valori dal tradizionale "massimizzazione del profitto" auna "massimizzazione del welfare". La determinazione della Cinadi sviluppare la green economy si e' palesata durante laConferenza sul clima di Copenhagen del 2009, dove il governo diPechino ha promesso di tagliare del 40-45% rispetto ai livellidel 2005 le emissioni di diossido di carbonio per unita' di Pilentro il 2020. Gli esperti intervenuti a Nanchino ritengono cheper tener fede a questa promessa la Cina debba creare unmaggior numero di norme relative al "taglio delle emissioni dicarbonio" per il Dodicesimo Piano quinquennale e che debbainserire queste riduzioni all'interno del sistema divalutazione dei funzionari. Nel prossimo Piano quinquennale,pertanto, l'investimento nel 'verde' sara' ancora maggiore diquello precedente e, secondo un report di McKinsey, a questoandranno aggiunti ulteriori investimenti per le tecnologierelative al risparmio energetico e alla riduzione di emissioniche passeranno da 190 miliardi a 340 miliardi di euro.Nonostante la 'determinazione verde' della Cina, sostengonoancora gli esperti, non sara' facile raggiungere l'obiettivodata la velocita' di crescita del Pil del Paese, il modello disviluppo dominante basato sui consumi energetici e la mancanzadi una coscienza ambientale nei cittadini. La strada e' quindiancora lunga per la Cina, sostiene Maurice Strong , ex vicesottosegretario generale alle Onu e primo direttore esecutivodel Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, anche perche'il tasso attuale di utilizzo di energia e' solo un quarto diquello dei paesi sviluppati. -